Scafati. Il selfie scomodo che ora fa tremare la Lega

Probabilmente Matteo Salvini era convinto di fare una semplice foto di rito con un sostenitore come tanti. Una foto qualunque, un selfie di rito

Scafati comune
Scafati comune

Probabilmente Matteo Salvini era convinto di fare una semplice foto di rito con un sostenitore come tanti. Una foto qualunque, un selfie di rito, a margine di un evento politico tenuto in Emilia Romagna. Ma il soggetto ritratto con lui, questa volta, è Antonio “Michele” Matrone, figlio del boss della Nuova Famiglia Franchino, detto “a Belva”, recluso nel carcere di massima sicurezza di Opera. Non solo un “figlio di”, perché Michele Matrone ha alle spalle un “curriculum” di tutto rispetto, diverse condanne, l’ultima delle quali per estorsione. Il suo nome è accostato a diverse vicende giudiziarie scafatesi, tra cui “Sarastra”, che ha comportato lo scioglimento del consiglio comunale il 27 gennaio 2017 e l’arresto dell’ex sindaco Pasquale Aliberti. Certamente ci sarà dell’ironia nella frase “un caffè con il mio amico Salvini” che accompagna la foto postata sulla pagina social da Matrone. Tra i tantissimi like, anche quello di un attuale consigliere comunale, poi ritirato.

Selfie scomodo

“Nessun commento, per cosa poi? Salvini fa milioni di foto, chiedere le generalità ad ogni persona che gli chiede una foto mi sembra francamente impossibile, tra l’altro, mi pare di capire che non era neanche in Campania” fa presente il deputato Gianluca Cantalamessa, fino a luglio coordinatore regionale della Lega, partito di governo cittadino che amministra con un vicesindaco e due consiglieri comunali. A prenderla però sul serio è l’ex primo cittadino Pasquale Aliberti, che richiamandosi all’articolo di Metropolis scrive una lettera aperta all’ex ministro dell’Interno. “Quando ti ho visto in foto, ad un raduno della Lega, in un selfie, a prendere un caffè con Michele Antonio Matrone, ho tremato io per te per la strumentalizzazione che avrebbero messo in campo, così come, pur di farmi apparire vicino al clan fotografarono in prima pagina mio fratello titolando “Il fratello del sindaco sulla barca del figlio del boss Matrone: era solo una barca che somigliava” scrive Aliberti.

La polemica

“Se nel selfie postato in un bar il giovanotto aggiunge “il piacere di un caffè con un mio amico”, senza che nessun politico locale, della coalizione che tu hai sostenuto alle ultime amministrative, a me ferocemente avverso negli ultimi anni, intervenga, allora siamo in quel clima di omertà che è difficile da sradicare” la polemica.

“Devi sapere e ti invito a leggere il decreto di scioglimento del Ministro Minniti che nella motivazione principale individua due imprese funebri vicino alla camorra, operanti una da decenni, che avremmo favorito perché non pagavano l’affissione dei manifesti funebri da sempre, semplicemente perché avremmo ritardato la procedura di gara: di una delle due imprese risulta essere proprietario, a leggere il suo profilo fb, proprio il tuo amico di caffè”. Curiosamente il primo atto firmato da Ministro dell’Interno da Matteo Salvini, fu proprio la proroga dello scioglimento del comune di Scafati, da 18 a 24 mesi. Infine, la stoccata. “Ti scrivo semplicemente per chiarire la tua lontananza da quel post di quel figlio del Boss che mai ha preso le distanze sconfessando pubblicamente la sua famiglia, suo padre per il camorrista che è o è stato”.

Adriano Falanga