Scafati. Strappo definitivo tra Fattoruso e i leghisti scafatesi

"Una vera e propria aggressione nei miei confronti"

Giuseppe Fattoruso
Giuseppe Fattoruso

“Quello di domenica mattina non è stato un diverbio, ma una vera e propria aggressione nei miei confronti”. Si consuma definitivamente lo strappo tra i leghisti scafatesi e il vicesindaco Peppino Fattoruso, ancora ufficialmente loro assessore di riferimento. L’epilogo di una storia mai del tutto fiorita si è avuto domenica mattina, nel corso delle celebrazioni per l’anniversario del 28 settembre 1943. Nel corso del corteo, alla cui testa c’era anche il sindaco Cristoforo Salvati con esponenti di Giunta, maggioranza e opposizione, oltre ai vertici militari cittadini, sono volate parole grosse tra Fattoruso e il commissario cittadino della Lega Enzo Porpora, padre della consigliera comunale Serena.

Animi tesi

Gli animi erano tesi, ed è stato necessario l’intervento dei presenti per sedarli. “Un’aggressione che non si è conclusa solo grazie alla mia intelligenza e buon senso – aggiunge Fattoruso, assessore a Manutenzione, Verde, Villa, Turismo, Politiche Giovanili – l’accaduto mi ha profondamente turbato e pertanto preferirei non parlarne, se non nelle sedi opportune. Piuttosto ho piacere di ricordare il senso della manifestazione di domenica, dedicata a coloro che hanno combattuto per la propria Patria e la nostra Scafati”. Dal canto suo Porpora, fedelissimo di Mariano Falcone, attuale portavoce provinciale del partito di Mattino Salvini, minimizza l’accaduto.

“Nessuna aggressione, sono una persona perbene. Ho semplicemente rifiutato il saluto del vicesindaco, dicendogli che non doveva permettersi”. Fatto sta che sono volate accuse e veleni, segno di un rapporto politico ma anche personale, oramai al tramonto. Il vicesindaco, con una maturata esperienza pregressa nelle Istituzioni scafatesi, dopo una lunga militanza tra le fila della Dc è stato eletto a maggio scorso nella lista coordinata da Porpora. Primo eletto con circa 150 voti sui poco più di 1000 raccolti dall’intera lista, a volerlo assessore e vicesindaco sono stati gli stessi leghisti, in consiglio comunale con Serena Porpora e Giovanni Bottone, sulla scia degli accordi elettorali intercorsi tra Salvati ed Enzo Porpora. Dopo poche settimane le prime bordate le aveva lanciate il portavoce provinciale Mariano Falcone, criticando pubblicamente, e a più riprese, il “suo” assessore alla Manutenzione. Dal partito scafatese le accuse verso Fattoruso di non confrontarsi, di non rendere conto delle decisioni di giunta e del suo operato. Sullo sfondo però anche reciproci chiacchiericci e pettegolezzi, che hanno minato anche i rapporti personali, prima ancora che politici.

Dimissioni per Fattoruso

Già questa sera, nel corso del vertice di maggioranza precedentemente convocato, dalla Lega potrebbe arrivare la richiesta di dimissioni per il loro assessore. Salvati può solo prenderne atto, perché la scelta di lasciare la giunta è in capo esclusivamente all’interessato, che dalla sua ha anche la fiducia di una fetta della maggioranza. Nelle ultime settimane Lega e vicesindaco hanno convissuto da “separati in casa”, le nubi sembravano essersi diradate ad Agosto ma a far pressione sul benservito al noto agronomo di San Pietro anche Mariano Falcone.

Lo strappo infatti è anche il riflesso diretto di uno scontro interno ai leghisti su scala provinciale, dove Falcone ha una fronda interna che vuole la sua testa. Pare che Fattoruso sia vicino a questa fronda, e di conseguenza, il partito scafatese, espressione di Falcone, sia sente escluso. Lo stesso leader provinciale ha chiesto di prendere il posto di braccio destro di Salvati. La Lega da alcune settimane ha stretto una alleanza consiliare con il gruppo “Salvati Sindaco”, composto da Arcangelo Sicignano e Nicola Cascone. Un gruppo coeso e compatto, già autore di due lettere al sindaco, una per chiedere più incisività nell’azione amministrativa, e un’altra per esprimere un secco no all’affidamento della gestione coattiva dei tributi alla ex Equitalia.

Adriano Falanga