Angri. L’area mercatale, solo un’idea virtuale di Cosimo Ferraioli

Gli ultimi due anni della gestione Ferraioli sono stati contraddistinti da una inspiegabile sindrome da “annuncite”

Angri area mercatale Corso Vittorio Emanuele
Angri area mercatale Corso Vittorio Emanuele

Brutte figure per l’amministrazione comunale uscente guidata da Cosimo Ferraioli. Gli ultimi due anni della gestione Ferraioli sono stati contraddistinti da una inspiegabile sindrome da “annuncite”. Fino a pochi mesi fa per le strade cittadine interessate dai cantieri per le opere pubbliche venivano contraddistinte da enormi tabelloni che annunciavano una nuova opera. Via Cervinia, Fondo Caiazzo e l’area di sosta dell’ex scalo merci furono abbellite con enormi tabelloni formato sei per tre che annunciavano la riqualificazione di aree degradate. Ferraioli le definiva opere di “rigenerazione urbana”. Oggi di quei proposti assai “virtuali” resta ben poco se non cantieri abbandonati.

In corso Vittorio Emanuele nei pressi della stazione ferroviaria le sbarre del passaggio a livello sono state definitivamente chiuse e lo scalo merci attende ancora un rilancio come da tabellone sei per tre. Resta solo discarica. Dovevano partire i lavori per la realizzazione della nuova area mercatale, ma resta, oltre alla rimozione frettolosa del tabellone, solo l’ennesima discarica di rifiuti di ogni tipo. L’area è stata completamente abbandonata e non si capisce bene se ci saranno, a breve termine, lavori d’intervento di riqualificazione. A sentire i tecnici comunali si può certamente presumere che “non è di loro competenza”. Una frase random che la dice lunga.

La genesi

Agli inizi del 2019 si era immaginato una celere soluzione per il trasferimento del mercato rionale settimanale del sabato dal quartiere 167 all’ex scalo merci di Corso Vittorio Emanuele. Fu fatta una gara d’appalto per la riqualificazione dell’area. Una ditta milanese fu l’unica ad aver partecipato alla gara d’appalto che il comune di Angri aveva indetto nel giugno del 2018.

Una gara non semplice che solo dopo una serie d’intoppi burocratici permise alla ditta di ammessa alla valutazione finale dell’offerta presentata. Da allora non si è più saputo nulla, nonostante l’assenza di altri concorrenti. La nuova area mercato resta dunque l’ennesima “incompiuta”, un’altra brutta figura per il sindaco uscente Ferraioli e la sua discutibile giunta comunale che nel frattempo aveva perso molti pezzi “pregiati”.

Le motivazioni dello stop non sono chiari, certamente il progetto si era subito rivelato molto oneroso e complicato. Difficoltà ampiamente sottovalutate dalla stessa amministrazione. Gran parte dell’area interessata dalla realizzazione del mercato risultava di proprietà privata. Era necessario partire dagli espropri. Successivamente bisognava procedere alla demolizione di alcuni manufatti, pavimentare l’area, occuparsi dell’impianto d’illuminazione, realizzare aree verdi e condutture per la raccolta di acque bianche. Interventi che avrebbero allungato sensibilmente i tempi previsti dal cartellone.

Uno dei tanti aborti della gestione Ferraioli

Oggi resta l’amaro in bocca per l’ennesimo aborto per “superficialità o distrazione” dell’amministrazione uscente. Resta critica la situazione del mercato settimanale, lo spazio del rione Alfano non è più adeguato. L’elevata densità abitativa, i rallentamenti del traffico, la scarsa sicurezza, l’igiene pubblica e l’incolumità dei residenti dell’area sono i problemi principali di un’area localizzata dopo il sisma del 1980 e rimasta circoscritta senza altre soluzioni.

L’area dello scalo merci individuato per la nuova localizzazione mercatale era l’ideale anche per il possibile collegamento con l’area parcheggio di Via Semetelle di proprietà comunale. Un’area ben collegata con il centro cittadino e di facile accesso. Una delocalizzazione possibile ma ben presto rivelatasi molto onerosa. Per realizzarla, si stima, occorrerebbero oltre circa due milioni di euro. Un esborso importante anche per il privato che dovrebbe pianificare un piano di ammortamento per molti lustri, cosa che Ferraioli e i suoi sodali non avevano preventivato. Come sempre.

Luciano Verdoliva