La satira come un granello di sale: l’esperienza dell’angrese “Peppafè”

La satira è pur sempre un “rovesciamento” della realtà come vorremo che fosse nel nostro immaginario

Giuseppe Afeltra
Giuseppe Afeltra

La satira come un granello di sale per la politica. Rende sapore. Un concetto ben chiaro, anzi disegnato, nelle vignette di “Peppafè” Peppe Afeltra giovane giornalista vignettista angrese che si sta affermando su vasta scala grazie alle sue artistiche e colorate “strips” sulla realtà sociale e politica in genere. “Peppafè” 34enne di Angri, si laurea in Relazioni Internazionali ed è giornalista pubblicista. Ha collaborato con varie testate giornalistiche locali. Nel 2015 la pubblicazione del libro di satira politica “SatirAngri” e di vignette su diverse testate cartacee e online come Angri 80, L’Ostro, Approdonews e pagine FB Vignettisti per la Costituzione e Latinismi.

“Peppafè” sta esportando in tutta la penisola il sorriso pungente della sua satira che trasmette messaggi codificati anche abbastanza seri strappando pure sorrisi. La satira è pur sempre un “rovesciamento” della realtà come vorremo che fosse nel nostro immaginario, che spesso non risponde alle necessità collettive. Le sue prime “strips” risalgono a qualche anno fa. Matite e colori contraddistinsero la sua prima produzione coincidendo con il suo primo periodo artistico. Oggi Peppe vive il suo secondo periodo artistico che lo sta traghettando alla definitiva maturità critica e artistica: disegna e colora due punto zero con tavolozza elettronica. I messaggi lanciati dalla matita di “Peppafè” sono sempre chiari e immediati.

L’esperienza catanese
La sua attività viene apprezzata anche oltre le mura cittadine dove Peppe aveva iniziato quasi per gioco a disegnare le sue prime “vignette”. La sua ultima esperienza a Catania in una tre giorni, dal 16 al 18 ottobre, nell’aula studio Dusmet della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania. Afeltra si è messo in evidenza nel corso di una mostra permanente con più di 100 opere sulle tematiche dell’immigrazione, populismi e neofascismi, cambiamento climatico, lotta e rivoluzione. Alla realizzazione e all’allestimento hanno collaborato una trentina di vignettisti provenienti da tutta Italia con la presenza del più conosciuto Zero Calcare.

I colori
Nelle vignette di “Peppafè” sorprendono le cromature e i colori. Carichi e attuali. La loro vivacità manifesta con veemenza la necessità di trasmettere un messaggio semplice e chiaro di primo impatto. Tratti semplici e mai iconoclasti, Peppe predilige richiamarsi sempre più spesso al divino come espediente risolutivo della tematica che viene isolata in questo spazio ristretto che è quasi un ossimoro visto che poi può essere interpretato all’infinito e soggettivamente da chi lo interpreta.

Le sue produzioni sono molto apprezzate in ambito social (Fb: Peppafè e instagram: Peppafe) dove Peppe tiene aperto il suo atelier virtuale tenendosi in contatto con lo spazio esterno. Vignette popolate da popolani, sfondi più o meno inquietanti e sfumati da colori accesi, vero specchio della sua vena artistica, che si fondono con il suo retroterra culturale che non ha mai perso di vista le radici e l’identità cittadina. Un sigillo originale alla sua globalità.
Luciano Verdoliva