La vicenda di Tonino Esposito Ferraioli discussa a Nocera Inferiore

Sabato mattina presso la Biblioteca "Maurizio Cingolo" del Tribunale di Nocera Inferiore, si è tenuto il convegno: "Antonio Esposito Ferraioli: la vicenda giudiziaria".

Nocera Inferiore Aiga Tonino Esposito Ferraioli
Nocera Inferiore Aiga Tonino Esposito Ferraioli

Sabato mattina presso la Biblioteca “Maurizio Cingolo” del Tribunale di Nocera Inferiore, si è tenuto il convegno: “Antonio Esposito Ferraioli: la vicenda giudiziaria”. Durante il convegno è stato proiettato il cortometraggio “Tonino” nato da un’idea di Aldo Padovano, con la fotografia e la regia di Gaetano Del Mauro, scritto da Alfonso Tramontano Guerritore con Aldo Padovano e Federico Esposito.

L’evento

L’evento, organizzato dalla sezione Aiga di Nocera Inferiore di concerto con il COA, è nato su impulso di Mila Amendola che, introducendo l’argomento, ha dato prova di grande maturità e sensibilità. Sono inetrvenuti: il Presidente di sezione Avv. Giacomo Morrone, il Presidente COA avv. Guido Casalino, il coordinatore regionale Aiga Avv. Orfeo Strianese, il consigliere Antonio Torre, nonché gli illustri relatori intervenuti, Prof. Avv. Alfonso Vuolo e Avv. Carlo De Martino.

Il comitato scientifico

Particolare menzione va al comitato scientifico composto da Mila Amnedola, Maria Giovanna Ferrante, Teresa D’Alessandro, Primavera Mandile, Vincenzo Pinto, Nunzio Di Lorenzo, Carmela Fattoruso e Chiara Pico.

Chi era Tonino

Antonio Esposito Ferraioli, Tonino, era un giovane cuoco che lavorava alla mensa dello stabilimento paganese della FATME, azienda leader nel settore dell’elettronica. In quegli anni la passione per l’impegno sociale avuta fin da giovanissimo con gli scout si era trasformata in fervore politico con l’iscrizione al Pci e alla Cgil. In azienda era delegato sindacale. Amava il suo lavoro, scrupoloso nel preparare i pasti per i colleghi operai e per i loro figli, ospitati nell’asilo nido dello stabilimento. Un posto tranquillo, lontano dalla “monnezza” di quegli anni. A Pagani la guerra di camorra imperversava per le strade.

Tonino era a lavoro quando si accorse che la fornitura di carni arrivata nella sua cucina era marcia, avariata. Era da tempo che, in veste di delegato sindacale, si batteva per migliorare la qualità delle forniture e per i diritti salariali dei suoi colleghi. Quando la partita di carni arrivò in mensa pensò che il limite era superato: quella “fetenzia” era il risultato di una truffa ai danni della Comunità Europea messa in atto dalla camorra e da alcuni amministratori comunali. Le battaglie in fabbrica allora non bastavano più. Decise di denunciare. Ma non fece in tempo. La notte del 30 agosto del 1978 fu ammazzato da due colpi di lupara alla schiena. Nell’anno di Aldo Moro, come per Peppino Impastato, di Tonino nessuno si accorse.