Pompei. Quando la disabilità è un limite. Bambino cieco di 8 anni non può studiare

Quando non ci sono gli strumenti per supportare la disabilità, ecco che un handicap diventa più di un limite alla persona. E’ quanto accaduto a un bambino nato cieco di 8 anni residente a Pompei.

Quando non ci sono gli strumenti per supportare la disabilità, ecco che un handicap diventa più di un limite alla persona. E’ quanto accaduto a un bambino nato cieco di 8 anni residente a Pompei.
Agli inizi di giugno gli viene prescritta una tastiera Braille del computer dall’oculista della struttura pubblica di appartenenza per traduzioni audio, grazie alla quale poter studiare in terza elementare, come tutti i bambini della sua età normodotati. Siamo a fine ottobre, il bambino ha avuto lo strumento tecnologico, ma deve essere collaudato dal tecnico del distretto sanitario locale. Lo strumento è indispensabile all’alunno, che dalla registrazione della lezione su supporto magnetico, attraverso il computer con tasti secondo il sistema Braille, ascolta la lezione e la impara.
Ma a distanza di circa 4 mesi dalla prescrizione, lo strumento dev’essere ancora collaudato dal tecnico autorizzato del distretto pompeiano di via Bartolo Longo per poter essere usato. I disagi in termini scolastici per il bimbo sono evidenti. Nonostante la madre si sia recata più volte al distretto sanitario, dove esercita il medico oculista prescrittore, si è vista negare l’uso dell’apparecchio. Motivo del diniego: al distretto manca un computer idoneo per poter effettuare il collaudo nell’ambulatorio oculistico.