Scafati Basket. Le precisazioni del patron Longobardi

Il Patron della Givova Scafati Basket Nello Longobardi replica così alle voci circolate ieri sul fermo dei pagamenti.

Il Patron della Givova Scafati Basket Nello Longobardi replica così alle voci circolate ieri sul fermo dei pagamenti.
«Voglio innanzitutto precisare che la nostra società è tra quelle
compagini che si è distinta da sempre per la serietà, per la puntualità e ineccepibilità con cui ha
sempre onorato i pagamenti e gli impegni assunti. Gli strumenti di tutela, quali ad esempio una
misera fidejussione, non servirebbero quasi a nulla e comunque non faranno al caso dei nostri
tesserati nel prossimo futuro, a differenza di quanto invece è accaduto negli ultimi anni in altre
società: in tali circostanze, gli organi a tal’uopo preposti, tra cui lo stesso sindacato dei giocatori,
non sono stati capaci di vigilare sui fatti e soprattutto di tutelare gli interessi dei propri assistiti,
che sono andati incontro a grosse perdite di denaro”.

“Voglio pertanto chiarire alla GIBA e a chiunque fosse interessato, che dai nostri atleti, senza se e senza ma, esigiamo che onorino il
contratto, lo stipendio e la maglia che indossano, nel pieno e massimo rispetto, non solo dei grandi
sacrifici economici che compiamo, ma anche nei confronti dei nostri tifosi e del buon nome della
città di Scafati. La tutela dei privilegiati ad ogni costo non ci appartiene e non rientra nel nostro
modus operandi, perché siamo abituati ad operare in un regime di assoluta meritocrazia,
premiando i giocatori che si rispettano tra loro e che privilegiano lo spirito di gruppo senza colori e
bandiere diverse, elemento imprescindibile per creare una mentalità da vera squadra. Nel nostro
team, tra l’altro, militano atleti sotto contratto da diversi anni ed altri che invece vi hanno fatto
ritorno dopo esperienze vissute altrove, tutto ciò a riprova della serietà con cui siamo da sempre
abituati a lavorare. Probabilmente i nostri vertici societari potranno risultare antipatici a taluni,
ma ci mettiamo sempre la faccia e non ci nascondiamo dietro a comunicati o a post offensivi
pubblicati sui social network in maniera anonima. Ribadiamo perciò la regola fondamentale del
nostro club: rispettiamo solo coloro che lo fanno con noi, compresi giocatori e collaboratori»