Scafati. Comune delle cause perse 300mila euro di debiti

Il settore Avvocatura continua ad essere un pozzo (di debiti) senza fine, confermandosi la terza voce economicamente più imponente tra le cause che hanno comportato il disavanzo di amministrazione

Scafati comune
Scafati comune

Il settore Avvocatura continua ad essere un pozzo (di debiti) senza fine, confermandosi la terza voce economicamente più imponente tra le cause che hanno comportato il disavanzo di amministrazione del 2016 da 33 milioni di euro. Sono ancora centinaia i fascicoli giacenti nell’ufficio legale di Palazzo Mayer, al momento ancora guidato dall’avvocato Raffaele Marciano, voluto dalla commissione straordinaria. Un settore che ha influito per quasi un milione e mezzo di euro sul piano di riequilibrio, ma a due anni dalla sua applicazione, e in attesa ancora del via libera della Corte dei Conti, continua a crescere.

Quanti debiti da approvare

Giovedì prossimo nel corso del Consiglio Comunale già convocato dal Presidente Mario Santocchio all’ordine del giorno l’approvazione di circa 280 mila euro di debiti fuori bilancio, derivanti da 39 sentenze esecutive emesse nell’anno in corso e relative a contenziosi avviati contro il Comune di Scafati negli anni passati, in gran parte per risarcimento danni per sinistri causati dal manto stradale non sempre in idonee condizioni. In precedenza la triade prefettizia costituì un gruppo di lavoro in seno all’ente, riuscendo a chiudere un accordo con i legali dei creditori, contabilizzato poi nel piano di rientro. Ai creditori fu proposto di rivedere al ribasso il credito vantato, con il pagamento delle sentenze notificate fino al 31 dicembre 2016 entro il 2018, mentre entro il 2019 venivano saldate le sentenze notificate nel corso dell’anno 2017. Ma i circa 3mila fascicoli in quel periodo ancora aperti continuano a tramutarsi in sentenze a sfavore.

Nel corso dello stesso consiglio comunale, giovedì sera l’amministrazione ha inserito anche una ulteriore copertura finanziaria destinata all’Avvocatura. Fondi disponibili da maggiori entrate derivate in parte dal risparmio sul costo del personale, e in parte dai circa 100 mila euro provenienti dalla Polizia Municipale per proventi da sanzioni del codice della strada. Sarà però necessario approvare alcune variazioni di bilancio.

Le perplessità di Grimaldi

“Tanti i punti da chiarire e la delibera preparata non aiuta affatto. E’ il solito papocchio di questa amministrazione, che noi non voteremo”. Michele Grimaldi, consigliere della civica Democratici e Progressisti si mostra perplesso sulla delibera che riconosce i quasi 280mila euro di debiti fuori bilancio. Dovrebbe essere una presa d’atto, ma secondo il segretario cittadino del Pd, il deliberato è piuttosto confuso. “Il Consiglio comunale ha l’obbligo di accettare le cause che hanno originato l’obbligo di assolvere al debito, anche ala fine di evidenziare eventuali responsabilità. Ad oggi tutto questo non ci pare sia avvenuto – sottolinea – Innanzitutto vi è un elenco di sentenze senza che in delibera sia indicato l’importo specifico di ogni atto, come se stessimo parlando di un sacco di patate che va a peso. I cittadini avrebbero il diritto di sapere come è perché vengono spese risorse pubbliche. Poi non ci è dato capire perché in alcuni casi il Comune risulta condannato in contumacia, perché in altri ricorre in appello e in altri ancora no, perché non si sono chiamate in causa le imprese che avevano l’obbligo della custodia e della sicurezza dei cantieri nel caso di incidenti avvenuti durante lavori pubblici”.

Secondo Grimaldi le 39 sentenze potrebbero far emergere casi di conflitto di interesse, come ad esempio creditori assistiti da consiglieri comunali oppure creditori familiari degli stessi. “Guardando le sentenze paiono emergere anche casi di conflitto di interesse, e continuiamo a non leggere sulle sentenze il parere scritto degli uffici e dell’assessore competente”.
Adriano Falanga