Scafati. Debiti, in bilico altri 2 politici: trema la maggioranza Salvati

Debiti. È ancora bufera a palazzo Mayer, spuntanano altri due consiglieri a rischio incompatibilità Sotto la lente di ingrandimento le posizioni tributarie dei familiari degli amministratori

Scafati comune
Scafati comune

Debiti. Spuntano altri due consiglieri comunali che potrebbero avere profili di incompatibilità. Sotto la lente di ingrandimento le posizioni tributarie dei loro nuclei familiari, in cui sono emersi debiti certi ed esigibili con il Comune di Scafati. L’incompatibilità in questo caso emerge dal momento in cui l’atto di accertamento viene notificato anche al consigliere comunale, come responsabile in solido con il debitore, che può essere un genitore o un coniuge.

Verifiche in atto. Liliana Acanfora al posto di Cucurachi
Ed è quanto sta verificando la dottoressa Imparato, che nei riguardi dei due esponenti di maggioranza “per i quali sussiste responsabilità in solido”, ha chiesto alla Geset se, a prescindere dall’ingiunzione nei confronti del familiare, siano stati formalmente messi in mora con notifica di idoneo provvedimento. Non si arresta quindi il ciclone delle incompatibilità che ha travolto Palazzo Mayer e che ha visto ad oggi le dimissioni del consigliere di minoranza Marco Cucurachi, l’unico che ha preferito non ritirare il contenzioso con la società di riscossione tributi, azzerando il debito, come in questi giorni avrebbero fatto i suoi quattro oramai ex colleghi consiglieri comunali, più due assessori. Gli subentra in Assise la sua storica collaboratrice Liliana Acanfora, alla sua prima esperienza istituzionale, finita prima non eletta nella civica “Cucurachi Sindaco”.

Formalmente la Acanfora riceverà l’investitura il prossimo 6 novembre, giorno di consiglio comunale. E siccome l’esperienza insegna, la segretaria comunale in una missiva alla Geset ha già chiesto di conoscere il dettaglio della posizione tributaria della neo consigliera di minoranza. Nello stesso documento la professionista, voluta a Palazzo Mayer dalla commissione straordinaria e confermata da Cristoforo Salvati, alla società di Cercola che fino a maggio scorso ha gestito la riscossione dei tributi per conto dell’ente, ha chiesto ulteriori informazioni sui tre consiglieri e due assessori che in questi giorni avrebbero rimosso le proprie incompatibilità. “Alla luce dei loro recenti pagamenti – scrive la Imparato – presentano ancora posizioni debitorie derivanti da ingiunzioni fiscali a loro correttamente notificate”? La lista con le posizioni di consiglieri e assessori è arrivata in segreteria il 27 settembre scorso, il primo consiglio comunale utile si è tenuto il 10 ottobre mentre il prossimo, in cui era stato deciso di calendarizzare l’argomento, è stato previsto per il 6 novembre. Una circostanza che è servita ai soggetti coinvolti per regolarizzare la propria posizione, ed evitare quindi l’avvio del procedimento per la loro decadenza, perché a decretare decaduto un consigliere per incompatibilità accertata è il Consiglio Comunale.

Dopo la sanatoria si va in aula
“Nel momento in cui il consigliere ha sanato la propria posizione, non c’è bisogno di portare l’argomento in Aula” conferma Mario Santocchio, Presidente dell’Assise. Salvata la poltrona, resta però l’aspetto legale della vicenda, è non è di poco conto. Ogni consigliere e assessore, nel momento della nomina, sottoscrive per legge un’autocertificazione in cui dichiara l’insussistenza di cause ostative alla sua proclamazione, e quindi l’assenza di debiti o contenziosi con l’ente che è chiamato ad amministrare.

Atti che sono finiti al vaglio della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, affinché, date le contraddizioni emerse con quanto dichiarato, la magistratura possa fare gli opportuni accertamenti e valutare se possono esserci gli estremi per l’accusa di falso ideologico, abuso d’ufficio e omissione in atti di ufficio. Infine, nella famosa lista arrivata il 27 settembre scorso, le caselle di alcuni amministratori risultano bianche. “Si deve dedurre che sono in regola con i pagamento o altro ancora? Si chiede di specificare nel dettaglio per ciascun amministratore” chiede ancora la segretaria comunale alla Geset.
Adriano Falanga