Scafati. Fiume Sarno, allarme metalli: valori fuori limite

L’Arpac è intervenuta a seguito degli esposti del Comune di Scafati, su sollecitazione dell’assessore delegato Alessandro Arpaia e della senatrice Luisa Angrisani

Fiume Sarno Scafati
Fiume Sarno Scafati

C’erano elevate concentrazioni di manganese nel controfosso destro del fiume Sarno, quando ad inizio agosto si presentò oltremodo maleodorante, con acque torbide e lattiginose. Tutto qui, secondo la relazione depositata dai tecnici dell’Arpac che hanno effettuato, in data 8 agosto, i prelievi nel canale. Nella stessa giornata effettuati anche prelievi in via Terze e a valle del rio Sguazzatoio, dove pure era maggiormente avvertita l’intensa puzza e la colorazione atipica delle acque. Ed anche in questi altri due punti i risultati sono gli stessi, presenza oltre soglia del solo manganese e nel rio Sguazzatoio anche di ferro. Non risultano elevate concentrazioni, oltre soglia di legge, di solventi chimici, diluenti, e metalli pesanti notoriamente classificati come cancerogeni. Non sono state effettuate analisi di natura microbiologica, anche se, volendo ipotizzare, certamente poteva emergere la presenza di organismi di natura fecale, considerata la forte presenza di sversamenti di natura fognaria, autorizzati e non.

L’intervento dell’ARPAC

L’Arpac è intervenuta a seguito degli esposti del Comune di Scafati, su sollecitazione dell’assessore delegato Alessandro Arpaia e della senatrice Luisa Angrisani, così come menzionato nella scarna relazione allegata. “In data 08/08/2019 i tecnici di questo Dipartimento Marino Agnese e Scocozza Alvaro, al fine di dare seguito a quanto richiesto in nota di verificare ‘colorazione verde/blu delle acque del controfosso destro, canale affluente del fiume Sarno, in via Terze e colore bianco con esalazioni acri e maleodoranti’ hanno ispezionato, congiuntamente a personale della Polizia Municipale del Comune di Scafati maresciallo Giannini, i tratti di acque superficiali oggetto di segnalazione”. Al momento del sopralluogo e del prelevamento dei campioni, i tecnici evidenziano “colorazione opalescente e odore leggermente molesto” per il controfosso destro, mentre riscontrano “presenza di rifiuti” per le acque di via Terze e “colorazione opalescente” per quelle del rio Sguazzatoio.

Purtroppo la chiave di lettura dei tre rapporti di prova è tutta in questa premessa dei tecnici dell’Arpac: “Si premette che persiste l’assenza di una specifica normativa di riferimento, da applicare nei casi in cui si volesse conoscere lo stato di qualità chimico-fisico e microbiologico riferito ad un campione puntuale prelevato all’interno di un corso d’acqua superficiale, e che, pertanto, i valori di concentrazione dei parametri analitici rilevati non risultano confrontabili con quelli di una determinata normativa di settore”.

Viene presa come “mero riferimento tecnico” la normativa per i corpi idrici superficiali D.M. 260/2010. Dagli esami, l’unica evidenza è relativa alla presenza oltre soglia di Manganese in tutti e tre i canali, anche di Ferro per lo Sguazzatoio. Elementi però non particolarmente tossici, e non certificati come cancerogeni.

Composti chimici nocivi

Il manganese è naturalmente presente nella maggior parte degli alimenti e può essere aggiunto al cibo o reso disponibile al consumatore negli integratori alimentari. Industrialmente è utilizzato in una vasta gamma di altri prodotti, tra cui: fuochi d’artificio, batterie a secco, fertilizzanti, vernici, cosmetici. Il manganese diventa tossico per il corpo umano solo ad elevate quantità e se ingerito, provocando danni di natura neurologica. Anche i nitrati (indici di contaminazione chimica di origine fognaria, agricola o industriale) sono risultati sotto soglia. Alla luce di questi dati si può solo ipotizzare una diretta corresponsabilità del comparto agricolo, almeno per quanto riguarda il controfosso destro, ma certamente non tornano utili per individuare le fonti primarie di inquinamento, così come chiedevano i residenti, scesi in strada a protestare assieme alle Istituzioni locali il 31 agosto.
Adriano Falanga