Scafati. Giunta, l’arresto è una fake news “Pericolosa macchina del fango”

“Affinché ci sia più attenzione alle fonti, e considerare che non sempre uno vale uno. Bisogna anche valutare l’attendibilità di chi è stato già messo fuori per manifesta incapacità”

Fattoruso Salvati Santocchio
Fattoruso Salvati Santocchio

“Basta con il gioco al massacro, tra illazioni e delegittimazioni stiamo vivendo un grave momento di attacchi mediatici, segnalati già alla Procura e al Prefetto”. E’ sostanzialmente un appello alla stampa quello che il sindaco Cristoforo Salvati ha rivolto ieri mattina da Palazzo Mayer.

Più attenzione per le fonti
“Affinché ci sia più attenzione alle fonti, e considerare che non sempre uno vale uno. Bisogna anche valutare l’attendibilità di chi è stato già messo fuori per manifesta incapacità”. Niente nomi da parte del primo cittadino, ma è palese il riferimento a chi, soprattutto attraverso i social, porta avanti “opere di denigrazione verso questa amministrazione, che nonostante le difficoltà ereditate, continua il suo percorso di legalità”. Pomo della discordia è stato un articolo diffuso a mezzo web poche ore prima, in cui si dava notizia di un vicesindaco Peppino Fattoruso “portato via” dalla casa comunale dagli uomini dell’antimafia di Salerno, perché coinvolto in un “losco affare”. Una notizia che si è rivelata ben presto una bufala, smentita sia dal diretto interessato, che dal caposezione della Dia di Salerno, colonnello Giulio Pini.

Querela cautelativa
“Sono certo della buona fede di chi l’ha scritto – dirà Fattoruso – ma ho dovuto sporgere querela per tutelare non solo la mia persona, ma anche quella del sindaco, della maggioranza e della Giunta. La Magistratura farà il suo corso”. Fattoruso smentisce anche le voci su una sua presunta telefonata al comando di Polizia Locale, in cui avrebbe fatto pressioni per un cambio di residenza di un noto pregiudicato. “Bugie, è tutto falso. Non sono stato interrogato da nessuno ma anzi sono stato io ad andare alla locale Tenenza dei carabinieri per chiarire, ma sono stato cacciato”.

Rivendica il suo operato il vicesindaco leghista, su cui penda la sfiducia del suo stesso partito locale, in uno con il gruppo consiliare composto da Serena Porpora e Giovanni Bottone. “Sono sempre stato in silenzio contro le tante angherie subite, ma ora bisognava che mi tutelassi. Rivendico di essere l’unico assessore sempre presente, disponibile con tutti”.

Sostiene di aver avviato i lavori per il recupero della Villa Comunale, e di prestare un’attenzione “mai vista prima” alla manutenzione delle scuole comunali, materie in cui è stato delegato il 27 giugno scorso. Salvati riconosce le oggettive difficoltà della struttura organizzativa, rivendicando però l’operato fino ad oggi fatto. “Ho tenuto in piedi l’intera struttura nominata dai commissari. Avrei potuto fare nomine politiche, ne avrei guadagnato consenso, ma la scelta è stata quella di dare un netto segnale di discontinuità con il passato, seguendo un percorso di legalità già intrapreso”. Annuncia presto 40 nuove assunzioni per rinforzare l’organico comunale sottodimensionato. “Il personale è stanco è sfiduciato perché ha subito lo scioglimento”. Cita i 6 milioni di debiti del vecchio Piano di Zona “arrivano ancora fatture per attività che neanche sappiamo se siano state fatte”.

A giorni il ripristino dell’impianto di videosorveglianza, la sottoscrizione della convenzione con le guardie ambientali per la lotta al conferimento abusivo dei rifiuti e i fondi pics a disposizione per villa e pubblica illuminazione. Dal presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio la solidarietà del consiglio comunale al vicesindaco, presente anche la capogruppo della Lega Serena Porpora. “La città ha bisogno di serenità – dice Santocchio – chi è stato cacciato dalle Istituzioni se ne faccia una ragione, Salvati è stato scelto dalla comunità per amministrare la città, assumendosi la responsabilità nel caso dovesse sbagliare. Abbiamo un’eredità pensante di debiti e di disorganizzazione”.
Adriano Falanga