Scafati. Grimaldi (PD) alle destre: “Inefficaci e rancorose”

Il segretario cittadino del PD contro tutti

Scafati Consiglio Comunale
Scafati Consiglio Comunale

“Ci troviamo dinanzi a un’amministrazione di destra inefficace ed inavvertita: che non fa e quando fa si perde tra annunci (come nel caso del Puc, del concorsone o dello Stadio) e procedure poco chiare (come nel caso dell’Ecobaratto, delle assunzioni dell’Acse o dell’affido dei tributi alla ex Equitalia)”. È quanto afferma Michele Grimaldi, segretario cittadino del Partito Democratico.

” E ci troviamo dinanzi a un’opposizione di destra, sciolta e indagata per camorra, esterna al Consiglio comunale, che quotidianamente avvelena il clima con illazioni, denunce generiche, provocazioni da vecchi amanti traditi: un’opposizione che non c’entra nulla con l’amore o la rabbia per le condizioni nelle quali versa Scafati, ma solo con ansie di vendetta e di rivincita. Sono le due facce della destra scafatese: incompetenza, rancori personali, discussioni grigie su fatti grigi. Oltre questo squallore che ammorba e inquina il dibattito pubblico, c’è Scafati e ci sono gli scafatesi. Con le loro ansie, i loro bisogni, i loro diritti e i loro doveri. Ci sarebbe la gestione ordinaria di una città dopo 5 mesi ancora sommersa dai rifiuti, paralizzata dal traffico, in gran parte al buio. E ci sarebbe da programmare il futuro della terza città della provincia di Salerno: dall’urbanistica al lavoro, dal Pip all’ex Polo scolastico, dalla Villa comunale all’edilizia scolastic”a.

“Tutto ciò è oggi escluso dal dibattito. – continua Grimaldi – Nel mentre il Sindaco annuncia rimodulazione di giunta e continua a distribuire deleghe tra i consiglieri. Ma ciò che preoccupa di più è la sensazione che il Primo cittadino non abbia ben chiara la portata delle responsabilità che ha assunto assieme alla sua carica. Ieri in conferenza stampa, il Sindaco ha rivendicato con orgoglio che tutto l’assetto amministrativo ereditato dalla Commissione straordinaria è rimasto immutato, e che lui non ha proceduto a sostituire nessuno, sebbene – parole sue – gli sarebbe stato conveniente in termini di consenso. Ecco, questa concezione della cosa pubblica, che oscilla tra pauroso immobilismo e becero consociativismo utilitaristico, è forse quanto di più dannoso potesse capitare a Scafati dopo lo scioglimento. Il Sindaco aveva non il diritto, ma il dovere, di scegliere gli uomini e le donne migliori per gestire la macchina pubblica e di farlo seguendo criteri di merito, non di personale consenso politico. Le parole sono importanti, ed oggi Salvati ha spiegato – involontariamente – bene il suo rapporto ed i suoi criteri di valutazione con la macchina comunale. Insomma, diciamo, siamo ancora fermi qua. Oltre sì, ma oltre il tempo massimo della decenza”.