Scafati. Grimaldi (PD): “La città è in ostaggio delle destre rancorose”

Michele Grimaldi, segretario del Pd cittadino e consigliere comunale, fa un’analisi decisamente impietosa dell’attuale situazione politica scafatese

Michele Grimaldi
Michele Grimaldi

“La città è in ostaggio delle destre rancorose”. Michele Grimaldi, segretario del Pd cittadino e consigliere comunale, fa un’analisi decisamente impietosa dell’attuale situazione politica scafatese, che vede in forte contrapposizione il centrodestra di governo guidato dal primo cittadino Cristoforo Salvati, con una fetta di centrodestra rimasto fuori dall’Assise Comunale.

Analisi spietata
“Ci troviamo dinanzi a un’amministrazione di destra inefficace ed inavvertita: che non fa e quando fa si perde tra annunci, come nel caso del Puc, del concorsone o dello Stadio, e procedure poco chiare, come nel caso dell’Ecobaratto, delle assunzioni dell’Acse o dell’affido dei tributi alla ex Equitalia – così Grimaldi – E ci troviamo dinanzi a un’opposizione di destra, sciolta e indagata per camorra, esterna al Consiglio comunale, che quotidianamente avvelena il clima con illazioni, denunce generiche, provocazioni da vecchi amanti traditi: un’opposizione che non c’entra nulla con l’amore o la rabbia per le condizioni nelle quali versa Scafati, ma solo con ansie di vendetta e di rivincita. Sono le due facce della destra scafatese: incompetenza, rancori personali, discussioni grigie su fatti grigi”.

Il fattore scatenante
A suscitare la dura posizione dell’esponente di minoranza è stata anche la conferenza stampa tenuta giovedi mattina dal sindaco Cristoforo Salvati, a seguito della diffusione di notizie false riguardo un presunto “arresto” di Peppino Fattoruso, suo vicesindaco.

“Il Sindaco ha rivendicato con orgoglio che tutto l’assetto amministrativo ereditato dalla Commissione straordinaria è rimasto immutato, e che lui non ha proceduto a sostituire nessuno, sebbene, parole sue, gli sarebbe stato conveniente in termini di consenso. Ecco, questa concezione della cosa pubblica, che oscilla tra pauroso immobilismo e becero consociativismo utilitaristico, è forse quanto di più dannoso potesse capitare a Scafati dopo lo scioglimento – continua Grimaldi – Il Sindaco aveva non il diritto, ma il dovere, di scegliere gli uomini e le donne migliori per gestire la macchina pubblica e di farlo seguendo criteri di merito, non di personale consenso politico. Le parole sono importanti, ed oggi Salvati ha spiegato bene involontariamente, il suo rapporto e i suoi criteri di valutazione con la macchina comunale. Insomma, diciamo, siamo ancora fermi qua. Oltre sì, ma oltre il tempo massimo della decenza” la stoccata.
Adriano Falanga