Scafati. Incompatibilità di consiglieri e assessori, gli atti in Procura

Rischiano l’accusa di falso ideologico coloro che hanno dichiarato, in sede di validazione dell’elezione comunale, di non avere profili di incompatibilità o cause ostative

Scafati consiglio comunale
Scafati consiglio comunale

Incompatibilità di consiglieri e assessori, la segretaria comunale Giovanni Imparato trasmette gli atti in Procura. Non si arresta la bufera che ha travolto Palazzo Mayer, comportando le dimissioni del consigliere di minoranza Marco Cucurachi. Rischiano l’accusa di falso ideologico coloro che hanno dichiarato, in sede di validazione dell’elezione comunale, di non avere profili di incompatibilità o cause ostative al proprio ruolo istituzionale. Autocertificazioni mendaci, o quantomeno contraddittorie con quanto sta accadendo in queste settimane, con l’emersione di almeno sette profili di incompatibilità, relativi a cinque consiglieri comunali e due assessori.

Nessuna pendenza per chi copre incarichi pubblici
Chi ricopre cariche istituzionali, secondo la legge, non può avere contenziosi legali in corso con l’Ente che amministra e neanche pendenze di natura tributaria, qualora il debito sia certo, liquido ed esigibile. Tutti e 24 i consiglieri comunali hanno autocertificato l’assenza di cause ostative, in palese contraddizione con quanto sta emergendo in queste settimane. Nel momento in cui all’eletto viene contestato un profilo di incompatibilità, gli viene concessa anche la facoltà di sanare le proprie posizioni, saldando le pendenze tributarie o rinunciando al contenzioso. Se l’azione avviene prima della convocazione del consiglio comunale, è possibile evitare la discussione nell’Assise e aprire la procedure per la sua decadenza.

E’ questo l’orientamento del Presidente Del Consiglio Comunale Mario Santocchio: “per evitare atti inutili dal momento in cui la posizione è stata sanata” dice, ma ciò mira anche a tutelare la figura del consigliere, evitando di rendere pubblico il suo nome. Evidentemente non tutti sono riusciti ancora a sanare le proprie pendenze, tant’è che nella conferenza dei capigruppo di lunedì pomeriggio, si è deciso di posticipare il prossimo Consiglio Comunale al 6 novembre. “Sono subentrate le dimissioni di Cucurachi, è necessario predisporre gli atti per la loro formalizzazione e la surroga dell’avvocato Liliana Acanfora. Bisogna anche rimodulare la Commissione Garanzia, presieduta da Cucurachi, e le commissioni consiliare in cui era componente” chiarisce invece Santocchio. “Ho chiesto alla segretaria di velocizzare gli atti, c’è tanto altro lavoro da fare – spiega il primo cittadino Cristoforo Salvati – chi ha sbagliato è giusto che paghi, assumendosene le responsabilità e le conseguenze. Non difendiamo nessuno”.

Il rallentamento
A rallentare il procedimento però è l’assenza delle posizioni tributarie di una fetta di esponenti di minoranza, e di qualche assessore ancora. Non sembrano essere note le loro posizioni con la Geset, stando alle indiscrezioni che trapelano dai corridoi di Palazzo Mayer, in questo modo risulta impossibile poter dare un riscontro con quanto dichiarato in sede di elezione. “Se questo è il clima in cui dobbiamo operare, sono pronto a dimettermi, ed estendo l’invito anche ai miei colleghi consiglieri – dalla maggioranza le parole di Alfonso Di Massa – esprimo la mia solidarietà all’avvocato Cucurachi. C’è un clima pesante, e stiamo seriamente rischiando di perdere di vista l’obiettivo per il quale ci siamo candidati: l’interesse della città, che vive un momento non facile”.

Di Massa non si nasconde, ammette di essere tra i cinque consiglieri finiti nella bufera. “Parliamo di un contenzioso, non di debiti, risalente al 2001. Sono cinque anni che non sono neanche più residente a Scafati. Ciò nonostante ho già sanato la mia posizione”. Non entra nel merito Michele Grimaldi, chiede però la massima trasparenza. “Questa vicenda è stata e continua ad essere gestita in maniera pedestre e ambigua. Chiediamo al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e alla Segretaria chiarezza immediata: sulle verifiche, sulle procedure, sullo stato dell’arte. Sui consiglieri e sugli assessori. Per quanto ci riguarda la legge va rispettata, e va fatta rispettare a tutti in maniera equanime”.
Adriano Falanga