Scafati. Politici morosi: “fuga di notizie”, scatta la querela

La segretaria comunale presenta denuncia contro ignoti per la pubblicazione della sua lettera alla Geset, scattano le indagini.

Scafati comune
Scafati comune

Fuga di dati riservati da Palazzo Mayer, scatta la querela contro ignoti da parte della segretaria comunale Giovanna Imparato. La professionista è stata costretta a rivolgersi alla locale Tenenza dei carabinieri guidata dal tenente Gennaro Vitolo per porre un freno all’emorragia di dati ritenuti sensibili verso l’esterno della casa comunale. In particolare la Imparato non ha gradito la pubblicazione a mezzo social della missiva che la stessa aveva trasmesso alla Geset spa per chiedere informazioni e maggiori dettagli sulle posizioni tributarie di alcuni consiglieri comunali. Non è chiaro se quel documento riservato sia fuoriuscito da Palazzo Mayer oppure dalla società di Cercola, concessionaria della gestione tributi in convenzione con l’Ente scafatese fino allo scorso maggio. Saranno i militari agli ordini del tenente Vitolo a fare chiarezza. Il documento si collega al filone dei consiglieri e assessori incompatibili, su cui ancora oggi vige il massimo riserbo, almeno ufficialmente, sui loro nomi. Esponenti di maggioranza e opposizione pizzicati ad avere debiti o liti pendenti nei confronti del Comune di Scafati, contrariamente a quanto da loro autocertificato in sede di proclamazione istituzionale. Una circostanza che ha sollevato profili di incompatibilità con la carica ricoperta, evitando solo di un soffio l’apertura del procedimento per la loro decadenza in Consiglio Comunale. Ai furbetti è stato infatti concesso del tempo affinché potessero sanare le loro posizioni. Cinque consiglieri comunali e due assessori i soggetti accertati, costretti a mettere mano al portafogli. L’aver rimosso le pendenze di natura tributaria o le liti pendenti con l’Ente evita ai consiglieri comunali l’avvio dell’iter per la decadenza, ma loro malgrado restano in piedi le autocertificazioni prodotte in seno alla loro elezione in cui hanno attestato l’assenza di cause ostative alla loro proclamazione. Dichiarazioni mendaci, o quanto meno contradditorie con quanto accaduto in queste settimane, e del resto, lo conferma anche l’aver azzerato ogni pendenza emersa dopo la loro proclamazione.

ATTI IN PROCURA
Gli atti sono stati trasmessi dalla alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, che ha aperto un fascicolo di indagine per verificare l’esistenza di eventuali capi di imputazione, tra cui il falso ideologico, l’omissione di atti d’ufficio e l’abuso d’ufficio. Toccherà agli interessati, eventualmente, fornire al pm le proprie motivazioni, evitando di finire a giudizio. Quanto al documento finito sui social e per il quale la Imparato ha sorto querela, si fa riferimento proprio ai consiglieri che hanno pagato le pendenze. La segretaria alla Geset chiede di conoscere l’eventuale esistenza di altri debiti certi nei loro confronti, oltre a chiedere un riscontro sull’avvocato Liliana Acanfora, che il 6 novembre subentrerà al dimissionario Marco Cucurachi. Non solo, nello stesso documento vengono citati altri due consiglieri di maggioranza ritenuti responsabili in solido di presunti debiti tributari esistenti all’interno del loro nucleo familiare. E sarebbe questa la molla che ha spinto e convinto Giovanna Imparato, su consiglio del legale convenzionato del Comune Raffaele Marciano e su pressioni dei due consiglieri finiti nell’agone mediatico, a rivolgersi ai carabinieri affinché fosse fatta luce sulla fuga di notizie. Nel frattempo, non si placano le polemiche sulla mancata consegna ai consiglieri comunali della lista che la Geset ha trasmesso alla segreteria a fine settembre. La lettera contiene l’elenco dettagliato con le posizioni tributarie di tutti i consiglieri comunali e della giunta. Nonostante diverse richieste di visione, la Imparato non sembra avere intenzione di mostrare il documento. E neanche di portarlo in Consiglio Comunale.

Adriano Falanga