Scafati. In vendita le 5 farmacie comunali: affare da 7 milioni

E’ in dirittura d’arrivo il bando per la vendita delle 5 strutture sanitarie di proprietà del Comune

Farmacia comunale
Farmacia comunale

Vendita delle cinque farmacie comunali, un affare da circa 7 milioni di euro. E’ in dirittura d’arrivo il bando per la vendita delle 5 strutture sanitarie di proprietà del Comune di Scafati, dislocate sul territorio cittadino.

I ricavi quantificati dalle vendite
Un affare milionario, deciso dalla commissione straordinaria dopo l’uscita dal Consorzio Farmaceutico Intercomunale, dove Palazzo Mayer era socio fondatore con quasi il 50% del capitale. Una decisione presa per evitare il dissesto finanziario, e “contabilizzata” nel piano di riequilibrio per almeno tre milioni di euro. Vendere le farmacie non era nel programma elettorale dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Cristoforo Salvati. “Quando ci siamo insediati il Comune non era più socio del Consorzio e l’assemblea consortile aveva preso atto del recesso – spiega il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio – Inoltre la Commissione Straordinaria per evitare il dissesto del Comune di Scafati ha deliberato la vendita delle farmacie e tale vendita è punto essenziale della relazione della Corte dei Conti.

Sempre i commissari avevano dato incarico ad un professionista per una perizia estimativa del valore di vendita delle nostre farmacie”. Un incarico affidato al commercialista di Avellino dottor Donato Madaro, per un compenso di circa 12.600 euro iva compresa. Una relazione di circa 40 pagine, recepita dall’attuale amministrazione comunale. “La stima effettuata per tutte le farmacie, è compresa tra un valore minimo di 1.047.000 euro e un valore massimo di 3.987.000 euro. Naturalmente andremo in gara con il valore massimo. Bisogna poi aggiungere il valore di ristoro di circa 800mila euro da riconoscere al consorzio, per effetto del recesso, che sarà pagato dagli acquirenti per conto del comune” aggiunge Raffaele Sicignano, assessore alle Partecipate. In un primo momento l’assemblea dei soci dell’azienda consortile aveva stabilito, con propria perizia, una “buonuscita” da 1,9 milioni di euro.

Una somma ricavata dalla considerazione che tutte e 5 le farmacie scafatesi erano in attivo, con bilanci in crescita negli anni e un valore complessivo di quasi 7 milioni di euro. Un fatturato da ben 3,7 milioni di euro nel 2017, dei quali 1,4 proveniente dalla sola farmacia del centro Plaza. “All’atto dell’insediamento l’attuale amministrazione si è interfacciata con il CFI per ottenere una riduzione dell’importo – puntualizza Santocchio – risultato raggiunto, ed oggi l’importo concordato per tutte e cinque le farmacie e di 811mila euro, anziché 1,9 milioni”.

Una convenzione provvisioria con il Consorzio
In attesa del bando, in cui saranno messe in vendita tutte e cinque le farmacie singolarmente, il Comune di Scafati stipulerà convenzione con il Consorzio per la loro gestione. L’azienda, nonostante l’uscita del comune di Scafati, ha infatti continuato a gestire le farmacie in questi mesi, garantendo il servizio pubblico ma anche i livelli occupazionali. La convenzione prevede la gestione a carico del Cfi con la divisione degli eventuali utili o perdite con Scafati, che resta a tutti gli effetti proprietaria delle farmacie. Si andrà all’asta entro fine anno.

“Noi speriamo che basterà la vendita di due farmacie per raggiungere l’obiettivo, considerato che abbiamo ricevuto una notevole riduzione dell’importo che pretendeva il Consorzio a titolo di ristoro” aggiunge il Presidente del Consiglio Comunale. E l’obiettivo è pari a 3 milioni di euro, cifra iscritta nel piano di riequilibrio all’esame della Corte dei Conti. L’affare è importante, e potrebbe prestarsi anche a tentativi di speculazione. Una circostanza a quanto pare valutata della giunta Salvati. “Abbiamo preteso che ci sia una clausola di stabilità lavorativa per i dipendenti e dell’ubicazione della farmacia di 5 anni; e il diritto di prelazione dei farmacisti dipendenti”. Vietato vendere, licenziare o trasferirsi altrove per un quinquennio quindi.
Adriano Falanga