Scafati. Zoppica la maggioranza Salvati. Quasi rissa in Consiglio Comunale

Se è vero che i malpancisti hanno votato i precedenti punti assieme ai colleghi, è anche vero che su ogni votazione hanno imposto un giocoforza, tra chiarimenti ed emendamenti

Scafati Consiglio Comunale
Scafati Consiglio Comunale

Scafati. Il giorno dopo il consiglio comunale è ancora bufera. La crisi è stata evitata grazie al ritiro dell’ultimo punto, il più atteso, la concessione della riscossione coattiva dei tributi alla ex Equitalia. Un voto avrebbe certamente messo in minoranza l’amministrazione guidata da Cristoforo Salvati, per tutta la serata tenuta sotto scacco dal gruppo “Scafati al centro”, il patto istituzionale (così viene definito dai protagonisti) tra Lega e Salvati Sindaco.

Chiarimenti necessari

Se è vero che i malpancisti hanno votato i precedenti punti assieme ai colleghi, è anche vero che su ogni votazione hanno imposto un giocoforza, tra chiarimenti ed emendamenti. A questo punto la domanda è legittima: ma le commissioni consiliari a cosa servono? Forse complice l’inesperienza dei tre quarti dei consiglieri di maggioranza, ma la sensazione più volte è stata quella di trovarsi di fronte a quindici linee politiche diverse. Questo capita, ad esempio, quando “Insieme per Scafati” presenta una mozione sul piano parcheggi. La proposta è in “gran parte condivisibile” dirà il sindaco, ma in tempi di vacche magre per le casse comunali è impensabile modificare il piano di sosta a pagamento oggi. Mozione respinta, quindi. Ma dopo che ha parlato il primo cittadino si apre invece una discussione tra i consiglieri di maggioranza.

Cinque interventi per cinque diverse alternative. Si va per le lunghe, tanto da costringere il Presidente del Consiglio Mario Santocchio a rinviare le restanti mozioni e interpellanze. “Bisogna fare una riflessione di natura Istituzionale – dirà il giorno dopo il Capo dell’Assise – l’aspetto positivo è che finalmente l’aula consiliare è tornata ad essere il centro del dibattito e del libero confronto”. Getta acqua sul fuoco anche Cristoforo Salvati. “La frattura c’è stata solo sul voto della riscossione coattiva per il resto tutti gli argomenti di bilancio li abbiamo votati all’unanimità. Evidenziamo il grande risultato della convenzione e della nascita a breve della società consortile per il Piano di zona a soli quattro mesi dal nostro insediamento”. La Lega ha però ritirato la fiducia al “suo” vicesindaco Peppino Fattoruso, chiedendo una rimodulazione di giunta urgente. “Si va avanti così fino all’approvazione del bilancio, poi farò una rimodulazione della giunta rispettando tutte le posizioni” chiarisce il primo cittadino. La bagarre ha spaccato la maggioranza, ma compattato l’opposizione.

Sembra crisi vera per le opposizioni

“L’assise consiliare di ieri decreta, dopo nemmeno cento giorni, la crisi della amministrazione Salvati. Con la Lega a chiedere pubblicamente le dimissioni del Vice Sindaco, e la maggioranza senza numeri costretta a rinviare la discussione sulla gestione della riscossione coattiva dei tributi” così Michele Grimaldi. “Hanno rinviato l’argomento dell’affidamento della riscossione coattiva ad Equitalia, perché non avevano i numeri, perché la Lega ha sfiduciato il vicesindaco, perché non sarebbe passata la delibera, perché l’avrei votata contro e la voterò contro, perché non hanno saputo spiegare se c’era o non c’era l’urgenza, perché mancava il parere dei revisori” le parole di Marco Cucurachi. La definisce una “sceneggiata” la discussione sull’affidamento all’ex Equitalia della riscossione coattiva dei tributi, Teresa Formisano. “Discutere l’argomento avrebbe bocciato la proposta e mostrato in maniera ufficiale tutta l’instabilità e la debolezza di questa maggioranza – dice la forzista – Ribadisco che farò il possibile affinché la società più criticata da destra e da sinistra per i suoi metodi violenti non metta piede a Scafati”.

Stoccate anche sull’approvazione del bilancio consolidato. “Votato in ritardo rispetto alla norma, cosa che, come ha chiarito anche la Segretaria Comunale, ha determinato una serie di penalità per l’Ente tra le quali l’impossibilità di produrre atti di assunzione nei dieci giorni di ritardo. Ancora non è chiaro come sia potuto accadere che, non potendo assumere personale si firmasse la mobilità di una figura cardine come il Ragione Capo, Giacomo Cacchione, lasciando scoperto un ufficio fondamentale per il Comune in questo preciso momento storico”.
Adriano Falanga