Angri. Accuse social: il comandante Anna Galasso difende gli agenti

Galasso: “La gente parla perché non sa nulla di quello che sono le molteplici attività di un Comando di una cittadina di circa 36.000 abitanti con una estensione di 13.000 mq”

Anna Galasso
Anna Galasso

“La gente parla perché non sa nulla di quello che sono le molteplici attività di un Comando di una cittadina di circa 36.000 abitanti con una estensione di 13.000 mq”. Così il Tenente Colonnello Anna Galasso, comandante della Polizia Locale cittadina, risponde a chi mette in discussione, anche sui social, il modus operandi dei pochi caschi bianchi superstiti del comando di Viale Michelangelo dopo gli ultimi pensionamenti.

Azioni ad ampio raggio
Galasso inizia il suo report con alcune precisazioni circa le azioni di Polizia attuate dai suoi uomini: “Non ci sono solo le multe, menzionate dai tanti che, in barba alle regole, si rendono destinatari delle sanzioni. Il comando, per chi non è sufficientemente informato, deve ottemperare anche al controllo edilizio – urbanistico d’iniziativa e su impulso dei tanti esposti che prevengono e su delega dell’autorità giudiziaria. Fondamentali sono le attività delegate, gli interrogatori, i pareri di ogni genere che vengono richiesti, sulle azioni che i cittadini vogliono intraprendere, i controlli commerciali, le notifiche, le verifiche sulle case popolari, gli sgomberi, gli accertamenti anagrafici, le richieste di ospitalità dei degli stranieri, l’infortunistica stradale, il contenzioso, i rapporti con la ragioneria, con l’avvocatura, le gare di appalto, la verbalizzazione in house, la costituzione in giudizio a mezzo dei propri uomini, e in seguito di proprie istruttorie. Non vengono dati incarichi a nessuno ma tutto viene espletato con trasparenza in house”.

I pochi uomini a disposizione della Galasso devono anche espletare alcune formalità giudiziarie, tenere i rapporti con la Prefettura, la cura dei ricorsi inviati al prefetto e la costituzione. “Fondamentale – dice Galasso – la presenza teste in tribunale spesso con avviso di assoluta indispensabilità”. Agenti che sarebbero impegnati in maniera costante ed eccezionale. Intesa l’attività per i dodici superstiti del comando: “Sopralluoghi su segnalazioni sono a decine in una giornata. Dobbiamo controllare il territorio e chiudere, eventualmente, le strade anche quando c’è l’allerta meteo con gli uomini della protezione civile e della polizia locale” chiosa la comandante. Per gli agenti ci sono da controllare anche la chiusura delle strade in centro il sabato, la domenica e alcuni giorni infrasettimanali, garantire la loro presenza al campo sportivo per la viabilità in occasione delle gare calcistiche. Gli agenti della Galasso si occupano anche delle autorizzazioni sanitarie e altri servizi connessi.

Sotto organico
“Con dodici uomini distinti su due turni di cui due in congedo perché prossimi alla pensione, uno in astensione obbligatoria, due che usufruiscono d’istituti garantiti, quattro a parte time. Questo è attualmente il comando. Assunzioni nemmeno una, investimenti nessuno” dice rammaricata la Galasso. “Sono a disposizione di chiunque, ma al comando. Io posso dire solo grazie ai miei uomini che cercano con tutte le loro forze di darmi una mano affinché Angri possa ancora affermare di avere un corpo di Polizia Locale”.

Le colpe dell’esecutivo Ferraioli
L’ultimo “sinistro” al comando è stato fatto dall’amministrazione Ferraioli che ha ceduto inspiegabilmente la graduatoria Ripam – Formez, per il reclutamento degli agenti, ai comuni limitrofi, impedendo di fatto le assunzioni dalla stessa. La stessa amministrazione su suggerimento della giunta ha poi aderito al “Piano Lavoro” per il reclutamento delle figure professionali della polizia locale quando le stesse potevano essere attinte proprio dalla prima graduatoria stilata dopo il concorso voluto da Pasquale Mauri. In campagna elettorale certamente verranno fuori i nomi dei responsabili di queste discutibili scelte.
Luciano Verdoliva