Angri. Raid all’interno della scuola, l’ira della dirigente scolastica

Angri. Ancora atti vandalici a danno del plesso scolastico del III Circolo Didattico di Via Dante Alighieri

Angri Scuola Terzo Circolo Didattico
Angri Scuola Terzo Circolo Didattico

Angri. Ancora atti vandalici a danno del plesso scolastico del III Circolo Didattico di Via Dante Alighieri. Intrusi qualche notte fa si sono introdotti nel plesso che ospita la scuola dell’infanzia al piano terra hanno svuotato alcuni estintori nei corridori. Episodi che si ripetono da qualche anno. Già lo scorso gennaio ignoti si introdussero più volte nello stesso plesso di via Dante Alighieri. Dopo i condom trovati a terra i docenti e il personale ATA fecero un’altra spiacevole scoperta. Sul tetto del plesso erano stati distrutti alcuni pannelli fotovoltaici. Un grave danno se si considera l’alto costo di ogni pannello per la produzione di energia elettrica. Più volte la dirigente scolastica Patrizia Del Barone e i responsabili del plesso hanno segnalato, all’amministrazione comunale, la criticità dei sistemi di sicurezza del cantiere e della stessa scuola. Un danno di varie migliaia di euro che inciderà ulteriormente sulle esangui casse comunali.

Lo sfogo della dirigente
“Oggi la scuola paga lo scotto di una politica scolastica, quella degli ultimi anni del Comune di Angri, caratterizzata, nella sostanza, da grande incompetenza, pressapochismo, superficialità, e da un forte carattere clientelare, senza una chiara e trasparente programmazione e una visione affatto lungimirante. Ed è in questo modo che, a poco a poco, anziché migliorare, accrescere, valorizzare le sue scuole, la politica le ha “immiserite” nel numero – pensiamo alla perdita delle autonomie – nelle strutture, nelle risorse” dice la dirigente Patrizia Del Barone.

“Il III Circolo è in piena emergenza: il Plesso di Via D. Alighieri, destinato a diventare il centro della nuova Cittadella scolastica, è in preda a continui raid e atti vandalici, quasi quotidianamente segnalati ad una amministrazione “cieca e sorda”, che “gioca a rimpiattino” e allo scarico di responsabilità. Non ultima la denuncia di ieri l’altro ai Carabinieri dello scasso e dell’intrusione notturna, che ha fatto registrare seri danni agli estintori” continua ancora Del Barone che non tralascia i problemi legati anche al Plesso Taverna di Via Nazionale.

“Da anni si attende di accendere un forno o di utilizzare il laboratorio d’informatica, interdetto per le infiltrazioni persistenti. Colgo l’occasione per ringraziare alcuni genitori del Plesso di Via Nazionale e, in particolare, la signora Cinzia Zavalloni, anche rappresentante del Consiglio di Circolo, che si sono rimboccati le maniche e hanno rimesso a nuovo, imbiancandole, tutte le aule della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria, con l’aiuto generoso di diversi sponsor, primo fra tutti la Iozzino Costruzioni. Ho più volte formalmente chiesto al Comune la restituzione di somme anticipate per l’acquisto dell’arredo scolastico, ovvero di banchi e sedie nell’anno scolastico 2016/2017 per evitare che i bambini di nuovo ingresso di fatto sedessero a terra e sollevare un polverone, uno scandalo a danno dell’amministrazione comunale. E non solo. Ho più volte chiesto al Comune il rimborso delle spese telefoniche, il cui pagamento spetta per legge all’Ente, e che la mia scuola si è dovuta accollare dopo che il Plesso di Via Dante Alighieri era rimasto “senza telefono” perché la fornitura del servizio era stata interrotta per molte bollette lasciate inevase dal Comune. Nei prossimi giorni mi rivolgerò all’Avvocatura dello Stato per essere rappresentata e difesa nelle sedi opportune”.

L’apertura
Infine l’appello della dirigente: “Questa scuola è sempre stata collaborativa, disponibile al dialogo, aperta e fiduciosa, ma oggi si sente mortificata, trascurata, abbandonata. Oggi, più che in passato, ha bisogno di una politica scolastica competente, “tecnica”, esperta, che investa sulla scuola in termini di risorse finanziarie e che consideri la programmazione come volano di sviluppo e non l’emergenza come induttore di misure. Certo si è consapevoli delle difficoltà finanziarie delle casse comunali, ma queste non possono giustificare quel regime d’improvvisazione nella governance scolastica, che c’è e non è più ulteriormente sostenibile”.
Luciano Verdoliva