Angri. Via delle Fontane. Mezzi pesanti: divieti non rispettati

Angri. Divieti non rispettati soprattutto nelle ore notturne. Il disagio di chi vive ai bordi della Via delle Fontane

Angri Cavalacavia Via delle Fontane
Angri Cavalacavia Via delle Fontane

Angri. Divieti non rispettati soprattutto nelle ore notturne. Il disagio di chi vive ai bordi della Via delle Fontane è sostanzialmente sintetizzato nella trasgressione di questo divieto da parte dei mezzi pesanti che non potrebbero transitare in direzione da e verso il cavalcavia ferroviario ritenuto non sufficientemente sicuro per gli autotreni. Ad aggravare la situazione di disagio anche i lavori ai sotto servizi dei vari gestori di rete che hanno reso il tratto un vero cratere, seppure originariamente dotato di un tappeto di asfalto temporaneo. I mezzi pesanti stanno creando gravi danni alla staticità dei fabbricati come fa osservare Emilio Orlando, già storico esercente della zona e ivi residente.

Maggiori controlli
“Chiediamo che vangano fatti maggiori controlli su questo tratto di strada” dice Orlando mentre evidenzia i danni subiti dalla sua abitazione. Tanti i suggerimenti proposti per migliorare la qualità e la sicurezza della tratta che porta verso il ponte, oggetto qualche anno fa anche dell’interesse delle varie amministrazioni comunali. L’intesa attività di pattugliamento dei caschi bianchi non è da deterrente, le infrazioni, infatti, avvengono soprattutto nelle ore notturne, quando i controlli vengono allentati e i conducenti dei grossi mezzi usano il tratto come “provvidenziale scorciatoia” di collegamento tra le due strade provinciali ovvero Via Adriana e Via Nazionale.

La pericolosità del Cavalcavia
Molti conducenti ritengono scomodo usare il nuovo cavalcavia ferroviario di Via Salice e quindi con manovre non consentite si immettono da e verso il ponte di Via delle Fontane, nonostante un preciso divieto di transito istituito anche per motivi di sicurezza e per evitare carichi pesanti alla struttura che, nei piani delle varie amministrazioni già in carica negli anni, dovrebbe essere demolita e rifatta. Un progetto che resta ancora in embrione perché mancano i fondi regionali smistati altrove dalla “governance” regionale, lasciando questo tratto di territorio con strade e infrastrutture fatiscenti che portano a questo stato di disagio, accentuato anche dalla massiccia cantierizzazione degli ultimi mesi da parte di Gori e altri gestori di rete.

Spesso i cantieri vendono chiusi in maniera scorretta provocando anche pericolosi sinistri ai veicoli e alle persone. Nelle ultime settimane la Polizia Locale ha elevato alcune migliaia di euro di sanzioni ai gestori di rete proprio in seguito alla scorretta chiusura dei lavori di alcuni scavi, ritenuti non conformi allo stato di sicurezza richiesto nel post cantiere.
Luciano Verdoliva