Scafati. Abusi edilizi, controlli a casa di Aliberti

Sopralluoghi della Polizia Municipale a seguito di un esposto. Sullo sfondo presunte variazioni di destinazione d'uso. Lo sfogo dell'ex sindaco: "non riusciranno a zittirmi"

Continuano le operazioni antiabusivismo della Polizia Municipale, questa volta tra i soggetti sottoposti a verifiche c’è anche l’ex sindaco Pasquale Aliberti. Gli uomini del tenente colonnello Giovanni Forgione hanno bussato alla porta della famiglia Aliberti-Paolino ieri mattina. A guidare la pattuglia c’era direttamente il comandante Forgione, con l’architetto Antonio D’Amico, responsabile dell’ufficio Urbanistica di Palazzo Mayer. A ricevere i caschi bianchi c’era lo stesso Aliberti, che ha fornito assistenza e spiegazioni laddove richieste. A spingere i vigili urbani ad effettuare l’accesso per un sopralluogo molto articolato e dettagliato presso l’abitazione di via Aquino, un esposto arrivato presso il comando di via Pietro Melchiade. Nel documento vi sarebbero elencati una serie di presunte violazioni di natura urbanistica avvenute nell’immobile su due livelli, tra cui alcune variazioni di destinazione d’uso. Tra queste un garage auto trasformato in civile abitazione, così come anche un locale destinato ad attività commerciale sarebbe finito con l’essere abitato dalla famiglia Aliberti. I caschi bianchi hanno fatto le rilevazioni del caso, confrontando quanto riscontrato con la concessione edilizia in possesso dagli occupanti. Sul posto non sono stati trovati cantieri o lavori in corso. La documentazione è stata trasmessa all’ufficio Tecnico dell’Ente per le opportune verifiche. Aliberti è apparso sereno, collaborativo e piuttosto loquace. Nel caso Palazzo Mayer dovesse riscontrare violazioni a carico dell’ex primo cittadino, la relazione finirà presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, rischiando fino al sequestro dell’immobile. Un’operazione delicata, che Giovanni Forgione ha voluto condurre in prima persona.

ALIBERTI SI SFOGA

Dal canto suo Pasquale Aliberti nel sopralluogo di ieri mattina intravede un tentativo di “zittirlo”, politicamente strumentalizzato. “Ho avuto ancora un sopralluogo a casa mia da parte della Polizia Municipale. L’ennesimo, dopo quello della Procura nel 2014, su denuncia dei soliti noti amministratori, quelli che in questi anni hanno praticato violenza e odio, gli stessi sentimenti con cui amministrano la città – scrive sulla sua pagina social – Un sopralluogo ad una abitazione che non ha lavori in corso, che non ha subito mutamenti da quando la abito, dal 2012. La casa più visitata della storia di questo paese”. L’ex sindaco lancia accuse precise, non fa nomi, ma è chiaro che l’operazione, a suo dire, abbia una precisa regia politica. “Caro mio nemico, l’arma della persecuzione e della tua violenza non può fermare la voce libera di chi continuerà a criticare la vostra incapacità – scrive ancora – Non fai paura, fai pietà, nonostante i milioni di euro che mai ti consentiranno di ricoprire ruoli istituzionali che non puoi comprare, a partire dalle prossime regionali”. Parole pesanti quelle di Pasquale Aliberti. “Dispiace vedere tecnici che ho conosciuto in questi anni lavorare solo per placare i tuoi sfizi, utilizzare 5 dipendenti comunali con il Comandante della Polizia Municipale per queste operazioni, mentre sono certo che gli stessi avrebbero potuto produrre molto di più nell’interesse della città e degli scafatesi”, la stoccata finale.

Adriano Falanga