Scafati. E’ boom di multe: 30mila verbali e 600 auto sequestrate

Contestati 2,2 milioni di euro, incassati 1,3. Il comandante Forgione si racconta: "Se il sindaco vuole, sono disposto a restare ancora".

E’ boom di contravvenzioni e auto sequestrate, Scafati nella morsa della Polizia municipale. Il pugno duro contro gli indisciplinati del tenente colonnello Giovanni Forgione, comandante dei caschi bianchi scafatesi, ha portato alla contestazione di oltre 30.100 verbali per infrazioni al codice della strada. Più di uno scafatese su due è stato praticamente multato dai vigili urbani negli ultimi due anni, tanti quanti ne sono trascorsi dall’insediamento dello “sceriffo” beneventano, voluto a Scafati dalla commissione straordinaria, in virtù della sua lunga esperienza in Comuni sciolti per camorra. Piglio deciso, Forgione ha rivoluzionato il comando di via Pietro Melchiade, ma soprattutto ha contribuito in maniera non indifferente a portare liquidità nelle magre casse comunali. Basti pensare alle auto sequestrate perché sprovviste di obbligatoria copertura assicurativa: 600 dall’inizio dell’anno. Riavere l’auto comporta il pagamento immediato della contravvenzione, pari a circa mille euro, che finiscono in contanti alla Tesoreria di Palazzo Mayer. Sono migliaia però le auto fermate e controllate dai caschi bianchi, grazie al sistema elettronico “Targa System”, meglio noto come “occhio di falco”, montato sulla pattuglia in servizio. Il dispositivo, voluto proprio dal comandante, permette di verificare la copertura assicurativa e la regolarità delle revisione periodica dalla lettura elettronica delle targhe delle auto. Ben 600 quelle sequestrate, oltre mille quelle non in regola con la revisione periodica biennale. E non sempre si è di fronte ad auto datate, dal comando fanno sapere che sono state sequestrate anche auto da decine di migliaia di euro appena comprate. Segno questo di una “cultura” dell’illegalità piuttosto diffusa.

LE CASSE COMUNALI RIDONO

Gli oltre 30mila hanno fruttato fino ad oggi un incasso di quasi 1,3 milioni di euro, a fronte dei circa 2,2 contestati. Per capire la portata di queste cifre basti sapere che nel biennio 2015-2016 i verbali per infrazione al codice della strada si attestavano sui 4.500, mentre le auto sequestrate senza assicurazione erano appena 8 nel 2017. Non solo, Forgione ha portato a termine anche 145 ottemperanze in materia di abusivismo, una 20ina i verbali emessi ai tanti B&B irregolari, una 30ina quelli per l’occupazione abusiva di suolo pubblico e circa 600 le contravvenzioni frutto dell’attività di controllo ambientale, o meglio il controllo anti cafoni della raccolta differenziata. Una simile intensa attività, portata avanti con poco più di trenta agenti (una 50ina in meno rispetto alla normativa) da un lato gratifica significativamente le casse comunali sull’orlo del dissesto, ma dall’altro finisce con il creare malcontento diffuso in chi era probabilmente abituato a meno rigore e più flessibilità.

LO “SCERIFFO”

Uno “sceriffo” forte anche della passata esperienza come tenente dei carabinieri in città come Gioia Tauro e Caltanissetta. Non è un caso se più volte il primo cittadino Cristoforo Salvati, che pure lo ha riconfermato fino al mese prossimo, ha dovuto superare le ostilità di alcuni suoi alleati, che ne chiedevano la testa. A creare disappunto è soprattutto l’attività antiabusivismo e il contrasto al gioco d’azzardo, che ha colpito diversi nomi eccellenti, tra cui ex esponenti politici ed oggi grandi elettori di alcuni consiglieri comunali. In quest’ottica rientra anche il volantino anonimo diffuso pubblicamente in centro città i primi di settembre, contro le attività del comandante dei caschi bianchi in materia urbanistica. Nel foglio, finito ben presto sul tavolo della Procura antimafia di Salerno, Forgione era accusato di manie di protagonismo e di ostacolare il lavoro dell’ufficio urbanistica, per dei presunti permessi negati dietro sua insistenza.

FORGIONE: “non ho mai abbassato la testa”

Ho avuto l’onore di lavorare con persone eccellenti, magistrati, prefetti, colleghi di grande esperienza”. Così lo “sceriffo” Giovanni Forgione. “Ho ereditato dal mio compianto padre, grandioso ufficiale dell’arma dei carabinieri, che sebbene per due volte sparato dalla criminalità organizzata, ha avuto sempre il coraggio di avere la schiena dritta e di non abbassare mai la guardia, anche quando per anni la nostra famiglia è stata in pericolo” svela il comandante dei caschi bianchi scafatesi. “Questo senso di giustizia e legalità ormai è radicato in me. Cerco sempre di far capire ai giovani e ai miei collaboratori che esiste solo una grande verità: il valore della dignità di uomo di senso del dovere, che alla lunga darà sempre i suoi frutti. Quando uscivo per servizio nella piana di Gioia Tauro, pensavo alle stragi di Capaci e via D’Amelio, sentivo che la vita non può prescindere dal senso del dovere, qualunque esso sia”. Dai numeri della sua attività emerge una città incline all’illegalità. “Scafati avverte una forte influenza dei paesi confinanti, che, essendo più vicine alla realtà napoletana danno una percezione di legalità inesistente. Non a caso la provincia di Napoli ha il più alto tasso di infrazioni contestate a livello amministrativo e uno delle percentuali più alte per reati contestati”. Su cosa vorrebbe poter approfondire ancora? “La società civile, la scuola e soprattutto la famiglia danno regole che dovrebbero avere una funzione sociale e morale, i comportamenti di ciascuno di noi sono sempre emulati dai più piccoli. La televisione di oggi non approfondisce i disagi sociali ma crea programmi di violenza, di poca cultura, inevitabilmente coloro che si apprestano a diventare grandi hanno come gesta consolidate: “Gomorra” il senso del potere, della distruzione, del sentirsi onnipotente e di imporre la cultura della prepotenza. Fateci caso, spesso in strada si raccolgono scene ripetute di attori di vari film di violenza e terrore”. A dicembre scade il suo contratto. “Sono stati due anni pieni di sacrifici e grande soddisfazione. L’amministrazione comunale credo abbia apprezzato il mio operato. Il sindaco saprà come valutare la mia posizione. Resterei ancora se il Dottor Salvati vorrà prolungare il mio contratto”.

Adriano Falanga