Scafati. False certificazioni dei politici, l’inchiesta si allarga

La Guardia di Finanza in Comune per acquisire l'intera documentazione sulle autocertificazioni prodotte dagli eletti, dove avrebbero omesso di dichiarare le eventuali cause ostative alla loro elezione.

Scafati comune
Scafati comune

Consiglieri incompatibili e false certificazioni, la Guardia di Finanza arriva a Palazzo Mayer. Si sono intrattenuti per oltre due ore i militari del comando Compagnia di Scafati, su disposizione della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, pubblico ministero Roberto Lenza, titolare dell’inchiesta aperta per fare luce sulle certificazioni prodotte da consiglieri comunali e assessori, all’atto della loro proclamazione. In questi documenti in sette, tra consiglieri e assessori, avrebbero dichiarato il falso, in contraddizione con quanto successivamente la segreteria ha verificato. Due intense ore direttamente a confronto con la segreteria comunale Giovanna Imparato, che ha consegnato alle fiamme gialle l’intera documentazione sul filone delle incompatibilità. Un’inchiesta ancora agli arbori, ma che ha prodotto già due avvisi di garanzia a danno di Marco Cucurachi, dimissionario, e Michele Russo. Sulla lista che la Geset ha consegnato nel mese di settembre (due mesi dopo la proclamazione degli eletti) figurano 16 consiglieri e 3 assessori con posizioni tributarie aperte nei confronti del Comune. L’elenco però non chiarisce in prima battuta chi tra questi risulta avere un debito certo, liquido ed esigibile, unico requisito che solleva il profilo di incompatibilità e quindi l’avvio della procedura di decadenza. Dalle successive verifiche la segretaria contesterà a Marco Cucurachi l’esistenza di un debito tributario, e a Russo una lite pendente. Il primo si dimetterà, prima ancora di arrivare in Consiglio Comunale, Russo presenterà rinuncia al contenzioso e al risarcimento danni che gli era dovuto, rimuovendo quindi il profilo di incompatibilità.

GLI ALTRI MOROSI

Successivamente emergeranno debiti esecutivi anche per Pasquale Vitiello, Antonella Vaccaro, Alfonso di Massa (consiglieri di maggioranza) e gli assessori Alfonso Fantasia e il vicesindaco Peppino Fattoruso. Le loro posizioni non arriveranno mai in Consiglio Comunale, perché tutti, pagando il dovuto, rimuoveranno i profili di incompatibilità. Resta però, per loro come per gli altri due, l’attestazione mendace in sede di elezione e sulle quali la Procura sta facendo i dovuti accertamenti. Gli altri debiti, non essendo ancora definitivi, non prefigurano nessuna causa ostativa con il ruolo di consigliere o assessore. Qualora fosse accertato che il consigliere mendace fosse stato a conoscenza della propria causa ostativa nel momento in cui ha sottoscritto la dichiarazione, per lui potrebbe scattare anche il rinvio a giudizio. “Le cause di incompatibilità accertate in tempi diversi dagli uffici riguardavano solo ed esclusivamente  5 consiglieri comunali – conferma Mario Santocchio, Presidente del Consiglio Comunale –  nella conferenza dei capigruppo fu deciso che per coloro che avessero rimosso la causa di incompatibilità prima della convocazione del Consiglio Comunale non si procedeva alla contestazione in consiglio perché inutile”. Perché per Russo e Cucurachi la procedura di decadenza è partita in anticipo? “Per gli altri ugualmente è stata avviata” puntualizza Santocchio. Fatto sta che la proposta di delibera dei restanti consiglieri tornerà due volte indietro per essere nuovamente istruita, circostanza che permetterà ai morosi di sanare il loro debito ed evitare la gogna mediatica. “La proposta andava integrata, prima mancava il parere del dirigente e poi l’importo che determinava l’incompatibilità – chiarisce Santocchio – Nelle more hanno provveduto a regolarizzare la loro posizione. Da un punto di vista amministrativo abbiamo fatto ciò che andava fatto secondo legge. Sulle dichiarazioni sarà la Magistratura a fare chiarezza”. Stesso iter anche per gli assessori Fantasia e Fattoruso, debito azzerato, poltrona salvata. Autocertificazioni permettendo.

Adriano Falanga