Scafati. Le opposizioni compatte contro Salvati: “ripristinare la democrazia”

Gli otto consiglieri di opposizione chiedono il “ripristino delle garanzie democratiche e del dovuto clima di correttezza istituzionale nella maggioranza consiliare”.

Scafati Consiglio Comunale
Scafati Consiglio Comunale

Asse comune tra le forze consiliari di minoranza. In un documento congiunto indirizzato al sindaco Cristoforo Salvati e al Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio, gli otto consiglieri di opposizione chiedono il “ripristino delle garanzie democratiche e del dovuto clima di correttezza istituzionale nella maggioranza consiliare”. Il documento si accompagna a ulteriori quattro protocolli in cui si chiede al Capo dell’Assise l’inserimento di ulteriori ordini del giorno per il Consiglio Comunale già convocato per il 6 novembre prossimo. A spingere Teresa Formisano, Nicola Acanfora, Antonio Fogliame, Michele Russo, Michele Grimaldi, Michelangelo Ambrunzo, Alfonso Carotenuto e Giuseppe Sarconio a sottoscrivere un documento unitario è quanto accaduto in commissione Bilancio lunedì scorso. “I toni poco rispettosi e manifesti segnali di intolleranza da parte di un consigliere di maggioranza, sono solo l’ultimo episodio di un crescente clima di intolleranza e disconoscimento del ruolo delle opposizioni da parte del sindaco, Giunta, Presidente del Consiglio e Maggioranza” denunciano gli otto. “I cittadini hanno consegnato ad una parte politica l’onere e l’onore di amministrare la città e ad altre parti politiche di contribuire a questo governo tramite il compito di fare proposte ed esercitare un controllo democratico su procedure, scelte e trasparenza”. Chiede una inversione di rotta la minoranza. “La città attraversa una gravissima crisi economica, sociale ed ambientale – si legge ancora – ci sarebbe bisogno da parte di tutti di responsabilità, maturità, coraggio, rispetto, fermando sul nascere ogni sterile provocazione e atteggiamento non consono all’onore di rappresentare nelle Istituzioni i cittadini scafatesi”.

LE ALTRE RICHIESTE

In uno con la lunga nota la minoranza ha sottoscritto anche altri quattro protocolli in cui al Presidente dell’Assise Santocchio vengono chiesti ulteriori punti per il prossimo Consiglio. Si parte dalla ricomposizione delle commissioni consiliari, in particolare l’elezione del Presidente della Commissione Garanzia, posto vacante in seguito alle dimissioni di Marco Cucurachi. “La convocazione del Consiglio riporta al punto 3: comunicazioni del sindaco, ma nel link per accedere agli odg tale punto risulta assente” è la terza richiesta mentre la quarta chiede di inserire anche l’elezione dell’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale e in ultimo, considerata la sfiducia che la Lega ha posto verso il “suo” vicesindaco Peppino Fattoruso, la minoranza chiede al primo cittadino di riferire in aula sulla tenuta della sua Giunta con la maggioranza consiliare.

LA REPLICA DI SANTOCCHIO

“Per quanto mi risulta, in commissione Bilancio la consigliera di maggioranza ha usato toni forse piccati, ma ritengo sia nella natura di una dialettica politica, sana e di confronto. Del resto ha già chiarito e tutto è stato verbalizzato” la replica di Mario Santocchio. “Quanto alle ricomposizioni delle commissioni consiliari ricordo innanzitutto a me stesso che ufficialmente la neo consigliera Liliana Acanfora sarà proclamata soltanto nel prossimo Consiglio – continua il Presidente – successivamente bisognerà studiare e trovare l’accordo sulla futura composizione delle commissioni, alla luce della volontà della neo consigliera. Ho già programmato tutto per un prossimo consiglio, da tenersi entro una ventina di giorni”. Quanto al mistero sul punto tre, Santocchio chiarisce: “sono comunicazioni del sindaco, e in conferenza dei capigruppo avevo già anticipato che l’argomento sarebbe stato le farmacie comunali”. La tenuta della maggioranza? “E’ in capo al sindaco di riferire in Consiglio Comunale. Nessuno vuole sminuire il ruolo della minoranza, ma occorre accantonare il clima da campagna elettorale, ce lo chiede la città”, il monito di Santocchio.

Adriano Falanga