Scafati. Mensa scolastica, è rivolta tra le mamme: “Meno cibo ai nostri figli”

La nuova gara d'appalto ha portato il costo della mensa da 82 a 61 euro mensili. "Riceviamo però meno cibo" protestano le mamme. Palazzo Mayer convoca un tavolo tra le parti per una soluzione condivisa.

Mensa Scolastica
Mensa Scolastica

Meno paghi, meno mangi. Sul piede di guerra le mamme degli alunni delle elementari scafatesi, preoccupate dal nuovo menù del servizio di refezione scolastica. “Fino all’anno scorso pagavamo 82 euro, ma i nostri figli mangiavano un pasto completo tutti i giorni. Da quest’anno con il nuovo servizio è prevista la giornata con pasto unico, che prevede la somministrazione del solo primo piatto con legumi”, spiega la signora Janis Leo, mamma di una alunna frequentante le elementari del complesso Badia in via Lo Porto. Le sue proteste fanno da eco ad altre decine provenienti dagli altri plessi in cui è previsto il servizio mensa. In virtù del piano di riequilibrio decennale per il rientro dal disavanzo economico di quasi 33 milioni di euro del 2016, la triade prefettizia fu costretta a rivedere al rialzo tutte le tariffe dei servizi individuali. Tra questa la mensa scolastica, portata al tetto massimo di 82 euro, senza nessun tipo di agevolazione e indipendentemente dal reddito Isee delle famiglie. Alla scadenza dell’appalto, i funzionari prefettizi decisero di affidare la nuova gara al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Campania e Molise, quale Stazione Unica Appaltante. Ad aggiudicarsi la gara, con durata triennale, la Ristonet srl con sede legale a Pagani con un ribasso di poco oltre il 20% sul prezzo base di gara, che ha permesso, conti alla mano, un ribasso sulle tariffe di circa 20 euro, portando il costo mensile da 82 a 61 euro a famiglia. “Avevamo accolto con favore tale buona notizia – spiega anche la signora Janis – almeno fino a quando non abbiamo scoperto che era cambiato anche il menù”. Accade infatti che con le nuove disposizioni indicate direttamente dal servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione della Asl Salerno, il capitolato d’appalto prevede l’introduzione del pasto unico a settimana. O meglio, la somministrazione di un primo piatto con legumi, senza il secondo. Non solo, i genitori lamentano anche la fornitura di un panino più piccolo rispetto a quello in precedenza fornito. “Pensavamo che il risparmio fosse dovuto a parità di fornitura, ma non è stato così – continua la mamma – i bambini mangiano di meno, l’anno scorso quando capitava un primo non di loro gradimento, potevano almeno mangiare il secondo. Oggi chi non ama ad esempio pasta e ceci rischia di restare a stomaco vuoto”. Poi la richiesta: “perché nessuno dal Comune ha posto osservazioni in merito?”.

LE PROPOSTE

Secondo le mamme una soluzione potrebbe essere anche la possibilità per le famiglie di far portare al bambino un alimento da casa nel giorno previsto con pasto unico: “in questo modo possono scegliere cosa mangiare ed evitare di restare digiuni”. Le proteste sono arrivate ovviamente anche a Palazzo Mayer. “Siamo al corrente della situazione – spiega l’assessore alla Scuola Antonella Sicignano – Il menu è stato compilato dalla dottoressa Tedesco, medico igiene alimentare Asl, nel dicembre 2017. Il piatto unico è previsto in quanto la stessa ha aumentato la quantità di legumi e di pasta. Nel rispetto della dieta mediterranea. Ad ogni modo con il sindaco convocheremo a breve un’ulteriore tavolo tecnico tra le parti al fine di trovare una possibile soluzione  per venire incontro alle esigenze dei genitori e dei bambini”. Solleciti anche dal M5S: “chiediamo all’amministrazione di venire incontro alle richieste delle famiglie, oltre a vigilare sulla qualità dei pasti”. Polemiche da Teresa Formisano. “Se questa amministrazione si fosse confrontata prima con le mamme e consultato il capitolato speciale d’appalto avrebbero potuto non solo capire le esigenze delle famiglie ma addirittura annullare il bando predisposto dalla Commissione Straordinaria, prima della firma del contratto – così la capogruppo Forza Italia – l’idea che proporrò nella prossima Commissione Bilancio, è quella di creare un fondo utilizzando i contributi spese dei consiglieri per le annualità 2019/2020, riducendo del 10% lo stipendio di Giunta e Sindaco o ancora, utilizzando le eventuali indennità degli assessori decaduti in base all’articolo 267/2000”.

Adriano Falanga