Scafati. Nel fondo agricolo del boss, il riscatto degli scafatesi

Il terreno confiscato al clan Galasso trasformato in una realtà sociale. "Una vittoria sulla camorra". Domenica il fondo Nappo presenta alla parrocchia San Francesco il bilancio di un anno di attività.

“Contro la camorra, vincono i cittadini”. Con questo slogan il fondo agricolo Nicola Nappo presenterà alla città di Scafati il bilancio del suo primo anno di attività. Un anno intenso, che ha visto l’Ats “Terra Viva”, assegnataria del fondo confiscato al clan Galasso, trasformare gli oltre 120mila mq di terreno agricolo in una realtà sociale che coinvolge centinaia tra ragazzi, volontari, agricoltori, famiglie. “Quando abbiamo cominciato l’avventura del Fondo Agricolo Nicola Nappo sapevamo che sarebbe stata una sfida enorme. Ma ci abbiamo sempre creduto: sia dal punto di vista della sfida produttiva, sia dal punto di vista della sfida sociale” spiega Raffaella Casciello, responsabile delle attività sociali del fondo. “Oggi abbiamo 70 famiglie che coltivano i loro orti, un frutteto che si avvia alla produzione, messo a coltivazione i pomodori da cui abbiamo realizzato le prime passate 9 Maggio, e avviato la produzione di finocchi e di altre ortive, ospitato più di 500 ragazzi delle scuole del territorio e i campi di Libera questa estate che hanno portato 100 ragazzi da tutta Italia a vivere una settimana di impegno al Fondo”. “9 maggio” come il giorno in cui furono piantati i pomodori ma soprattutto come la data in cui venne ritrovato il corpo di Peppino Impastato, l’attivista antimafia siciliano ucciso dalla mafia nel 1978 a Cinisi. Una prima straordinaria vittoria per chi ha creduto in questa scommessa, più forte dei pregiudizi, delle minacce e dei furti. Ad agosto, infatti, ignoti avevano rubato 60 quintali di pomodori che non ha consentito al fondo agricolo di produrre e mettere in commercio 9 mila bottiglie di passata di pomodoro. Un episodio inaccettabile, che fu denunciato da Cgil, Flai Cgil e Alpaa, e che non ha però fermato il lavoro degli attivisti e degli ortolani del “Fondo Nappo”. La produzione di passata di pomodoro San Marzano dop si è attestata sulle 3mila bottiglie, pari a circa 30 quintali di prodotto. L’impegno e la passione degli organizzatori hanno restituito identità a un luogo che una volta era nelle mani del Clan Galasso e che oggi è un Fondo Agricolo che porta il nome di Nicola Nappo, giovane vittima innocente del territorio ammazzato dalla camorra a Poggiomarino nel 2009. “Nei prossimi mesi abbiamo intenzione di ristrutturare il fabbricato che ci è stato devastato nell’autunno scorso per realizzare un punto ristoro e un luogo al chiuso dove produrre attività – anticipa la Casciello – Vogliamo dare slancio alle attività sociali: incrementare il rapporto con le scuole e con le associazioni del territorio. Stiamo lavorando alla costituzione della cooperativa come previsto dal progetto che abbiamo presentato al Comune di Scafati, il braccio operativo Dell’ATS Terra Vi.va. Nei prossimi mesi saremo spesso per strada con i nostri banchetti: grazie alla passata 9 Maggio, vogliamo far conoscere a quante più persone possibili la nostra iniziativa. Per fare tutto ciò sentiamo forte l’esigenza di essere accompagnati dalle Istituzioni, perché quel bene è un bene che appartiene a tutti. E solo una responsabilità condivisa può davvero far crescere il progetto nel futuro”. E le Istituzioni sono state ufficialmente invitate a prendere parte all’assemblea pubblica organizzata per domenica 24 Novembre alle ore 12 presso la Chiesa di San Francesco di Paola di Scafati, presso il Cavalcavia Longobardi, in cui verranno illustrati gli importanti passi in avanti fatti fin qui. Nell’occasione sarà possibile sostenere l’esperienza con un piccolo contributo in cambio di una bottiglia di passata di Pomodoro Nove Maggio, il “pomodoro della legalità”. “Un modo per provare concretamente insieme il gusto del giusto” dicono gli organizzatori.

Adriano Falanga