Scafati. Salvati: “alleanza papocchio contro di me, pensano già alle regionali”

Il primo cittadino replica alla nota congiunta degli otto consiglieri comunali di opposizione. Questione morale sulle incompatibilità: "tocca anche loro".

Cristoforo Salvati
Cristoforo Salvati

Prove tecniche di campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. Sarebbe questa la tesi del sindaco Cristoforo Salvati per spiegare l’unanimità delle forze politiche di opposizione nella sottoscrizione del documento congiunto in cui viene stigmatizzato l’approccio istituzionale della maggioranza e dello stesso primo cittadino, nei loro confronti. “Con mio grande rammarico devo purtroppo prendere atto del basso livello di confronto che una parte dell’opposizione vuole ostinarsi a propinarci, dentro e fuori le commissioni consiliari” replica Salvati. Tutto nasce dai toni alti, e dal mancato garbo istituzionale, che un esponente di maggioranza ha tenuto nei riguardi della controparte politica in commissione Bilancio. “Un confronto lontano dai reali problemi della gente, perché ispirato dalla volontà di fare polemica sterile ed inutile su questioni personali, prive di contenuti, che nulla hanno a che fare con gli interessi degli scafatesi” secondo Salvati. A sottoscrivere la nota tutti e otto consiglieri di minoranza. “Ci lascia perplessi, in tale quadro sconfortante, l’atteggiamento dei consiglieri di Forza Italia che si adagiano sulle polemiche della sinistra, condividendole passivamente, prestando il fianco a quanti dovrebbero essere lontani, per formazione ideologica e partitica, dalle loro posizioni. Forse anche solo per assicurarsi l’attribuzione della presidenza della commissione Garanzia, lasciata vacante dopo le dimissioni di Marco Cucurachi”. Secondo Cristoforo Salvati: “Non ci sorprenderemmo affatto di sapere che tale alleanza possa essere solo il preludio di un dialogo finalizzato a porre le basi per un patto innaturale, in vista delle prossime elezioni regionali. Sarebbe paradossale, anzi vergognoso, in un momento in cui, anche a livello regionale, si sta cercando di riunificare tutte le forze del centrodestra, per costruire un’alleanza in grado di riconquistare la Regione. Non vorremmo che dietro questo “papocchio” ci fosse la regia occulta di qualche ex amministratore – la stoccata – da sempre capace di tessere accordi sotto banco anche con i suoi peggiori nemici politici pur di garantirsi il necessario apporto elettorale per la riconferma di qualche cara familiare”. Ad ogni modo la questione incompatibilità, che pure ha tenuto banco per settimane, non sarà presente nel Consiglio Comunale del 6 novembre. Sanati i debiti, resta però la questione morale. “Se di questione morale si vuol parlare la stessa investiva membri dell’intero consiglio comunale e non solo della maggioranza”. Resta però il riserbo sui loro nomi, le uniche informazioni trapelate sono uscite dalla segreteria, e la stessa Giovanna Imparato è finita sotto accusa per come ha gestito la vicenda. Salvati però conferma piena fiducia. “Ritengo sia una professionista seria, valida e capace, dall’indiscusso spessore morale. Voluta dalla commissione e confermata da questa amministrazione che vuole continuare a lavorare nel percorso della legalità”. L’opposizione le chiede di discutere in Assise sulla sfiducia al vicesindaco Peppino Fattoruso, scaricato dal suo stesso partito. “La sfiducia è contemplata dal regolamento del consiglio comunale solo per Sindaco e Presidente del Consiglio. Si tratta di una forzatura delle opposizioni dalle quali ci si aspetta proposte concrete e non sterili polemiche che poco interessano ai cittadini”. E’ pur vero però che ha pubblicamente dichiarato di voler rimodulare la Giunta entro fine anno, con il voto al Bilancio. “Certo, ma questo è un accordo di inizio consiliatura. C’eravamo detti fin da subito che per fine anno avremmo fatto un punto sia sull’esecutivo che sui dirigenti. E’ una strategia istituzionale, non certo un diktat politico. Io mi auguro solo che i toni da campagna elettorale restino fuori dalle Istituzioni, perché assolutamente inutili e dannosi per la città e per gli scafatesi”.

Adriano Falanga