Pagani. Variazione di bilancio in consiglio comunale. Molte assenze

Pagani. L’ultima seduta del 2019, in seconda convocazione, ha registrato solo dieci consiglieri in aula, la maggioranza tiene e non cede

Pagani Consiglio Comunale 2019
Pagani Consiglio Comunale 2019

Ancora decimato il consiglio comunale. L’ultima seduta del 2019, in seconda convocazione, a seguito del parere negativo del Collegio dei revisori dei conti sulla variazione di bilancio, ha registrato solo dieci consiglieri in aula, la maggioranza tiene e non cede. Le lacerazioni in seno alla terza amministrazione di Alberico Gambino, sindaco eletto e decaduto, sono evidenti anche dal punto di vista visivo.

La variazione sul parere negativo del Collegio dei revisori .
La variazione sul parere negativo del Collegio dei revisori dei conti incentrato proprio sulla “variazione di bilancio” è stata approvata con il sì di nove membri della maggioranza sui dieci presenti, astenuto D’Amato di Fdi. Le assenze in maggioranza sono anche logica conseguenza del mancato rimpasto di giunta atteso per la fine dell’anno, previsto nei primi giorni del 2020.

La lista degli assenti.
Assenti in assise: Domenico Lombardi, Giosi Tortora, Gianluca D’Antuono, Mariella Micucci e il leghista Pietro Sessa, ormai lontano dalla maggioranza dopo la presa di distanza dall’amministrazione della lega. Assenti tra i banchi dell’opposizione anche Claudio Barile, Gaetano Cesarano e Nello Palumbo, presenti in prima convocazione, e Rita Greco. Presenti tra il pubblico i dipendenti della “Pagani Servizi”, per i quali si è affrontato il tema della proroga dei contratti per i prossimi due mesi in attesa della possibile “fusione” con l’altra partecipata comunale e l’azienda speciale “Pagani Ambiente”.

Le difficoltà della maggioranza Gambino, oggi guidata dal vice sindaco e facente funzione Anna Rosa Sessa, ad approvare tutti i punti all’ordine del giorno avrebbero indirizzato verso l’escamotage della seconda convocazione. L’espediente infatti, sarebbe servito anche ad abbassare il quorum necessario ad approvare gli ordini del giorno. La fonte è “Il Mattino”.