Scafati. Acse, saranno reintegrati gli operatori licenziati

Il giudice del lavoro reintegra al loro posto i due operatori licenziati un anno fa. Non attendibili le prove fornite dall'investigatore privato.

Ad un anno esatto dal loro licenziamento, tornano al loro posto di lavoro i due dipendente Acse licenziati in tronco dall’amministratore Daniele Meriani. Michele Calabrese e Attilio Caliendo, entrambi Rsu Cigl, erano stati messi fuori a seguito di una lunga attività di intelligence privata che aveva documentato il come, a più riprese e in momenti diversi, i due si attardavano per lungo tempo presso bar situati lungo il loro percorso lavorativo. Entrambi addetti alla raccolta differenziata, erano stati pizzicati dall’investigatore privato assoldato dalla società partecipata mentre perdevano dai 30 minuti ad un’ora del loro tempo lavorativo. A nulla sono servite le loro giustificazioni e neanche più tavoli di confronto tra le forze sindacali, la commissione straordinaria e i vertici della partecipata che si occupa della raccolta rifiuti. Il licenziamento arrivò il 21 dicembre 2018, impugnato da entrambi i lavoratori. Con l’ordinanza n.2426 e 2427 del 19 dicembre, il Tribunale del Lavoro di Nocera Inferiore, giudice Carlo Mancuso, ha accolto parzialmente le loro istanze, disponendo il reintegro nel posto di lavoro perso e dichiarando nullo il licenziamento. L’ordinanza di fatto non contesta le accuse nei confronti dei due operatori alla raccolta differenziata, ma pone un limite sull’attendibilità delle prove documentali fornite dall’investigatore privato, ritenuto di parte e senza potere certificativo. Non solo, il giudice puntualizza anche che il licenziamento, come extrema ratio, è giustificato soltanto dall’accertamento di “atti illeciti” compiuti dai dipendenti, mentre nel caso specifico la condotta di Caliendo e Calabrese si configura come inadempimento della prestazione lavorativa, meritevole si di provvedimento disciplinare, ma non il licenziamento. Da qui il reintegro immediato al loro posto di lavoro. Dall’Acse Daniele Meriani si mostra palesemente contrariato, e preannuncia ricorso. “La  FILCTEM CGIL e la CGIL visto l’esito del ricorso e le motivazioni in ordinanza, e tenuto conto di quanto aveva già annunciato in sede Prefettizia, chiederà nei prossimi giorni con articolata e motivata missiva che, il Comune di Scafati prenda atto della gestione fallimentare dell’ Amministratore Unico, addebiti allo stesso tutti i danni provocati e provveda ad allontanarlo  dalla direzione della Società per la dimostrata incapacità nella gestione delle relazioni con il personale dell’ACSE e per la condotta venutasi a determinare con le organizzazioni aziendali e provinciali” si legge in una nota.

Adriano Falanga