Scafati. In arrivo 5mila notifiche per la Tasi 2014-2015, da un milione di euro

L'imposta, approvata nel 2014, faceva parte della Iuc, con Imu e Tasi. Montano le proteste: "Abbiamo già pagato"

Spunta la Tasi da pagare per circa 3mila scafatesi. Un “regalo di Natale” per la casse di Palazzo Mayer di circa un milione di euro. Non male, in tempi di vacche magre e tagli alla spesa. Ai destinatari non sembra essere stata gradita la notifica di pagamento, e in tanti la ritengono una nuova imposta da pagare. In realtà non è così, la Tasi, Imposta sui servizi comunali indivisibili, è in realtà la terza componente della Iuc, imposta unica comunale, voluta dalla legge di stabilità del Governo nel 2014 e recepita dall’amministrazione Aliberti nel settembre dello stesso anno.  La Iuc comprende anche Imu e Tari. Come per l’Imu, l’imposta doveva essere pagata a seguito di autodichiarazione del contribuente, cosa che evidentemente non è avvenuta, e in quasi 5 anni a Palazzo Mayer nessuno se ne accorto, come anche la commissione straordinaria. “Per fare chiarezza sugli accertamenti Tasi in corso di notifica, va innanzi tutto detto che essi si riferiscono agli anni 2014 e 2015, gli unici per il quali i tributo era dovuto”. A spiegare ciò che sta accadendo è il Presidente del Consiglio Mario Santocchio. “Gli addetti comunali allo specifico tributo hanno dovuto fare un attento lavoro di bonifica della banca dati che non era stata aggiornata per parecchi anni;  tale situazione , ad onor del vero, non deve essere assolutamente imputata alla società Geset in quanti il tributo non faceva parte di quelli ad essa affidati – chiarisce Santocchio – La bonifica operata dai nostri dipendenti ha portato ad una progressiva diminuzione degli atti da produrre, sino all’attuale numero in corso di notifica”. C’è chi giura però di aver già pagato. “Sicuramente sono stati fatti errori materiali, per molte situazioni non si è potuto procedere ad alcuna verifica per mancanza di dati certi, in altri casi i contribuenti non hanno rispettato le quote dei versamenti per cui, pur avendo completamente pagato quanto dovuto, esisteva una situazione debitoria di uno dei proprietari, di fatto compensata dal versamento di chi magari non era nominalmente tenuto a farlo”. Disagi superabili, secondo il Capo dell’Assise. “Prevediamo l’attivazione di un numero di telefono per le prenotazioni dei cittadini in modo da evitare eccessivi affollamenti degli uffici e inoltre, come per ogni altro tributo, i caf sono in grado di fornire la necessaria assistenza ai contribuenti”.

Adriano Falanga