Scafati. E’ boom di B&B, ma sono quasi tutti abusivi

Spuntano centinaia di attività ricettive ma pochissime sono quelle in regola. Allo studio dell'amministrazione comunale una proposta del grillino Sarconio.

Nonostante la crisi economica che attanaglia la Città di Scafati da diversi anni e il commercio piange, vi è un settore che di contro registra un crescendo non di poco conto. Peccato che sia prevalentemente al nero e gli introiti finiscono in maniera netta, esentasse, nelle tasche dei neo imprenditori. A Scafati è boom di Bed and Breakfast, fitti brevi e casavacanze, che sfruttando la posizione geografica logisticamente vantaggiosa della città, registrano pienoni ad ogni stagione. Per rendere l’idea, basta semplicemente scorrere le centinaia di annunci e siti web in giro per la rete, per capire che il comparto è in continua evoluzione, e sta assumendo numeri piuttosto importanti. Se ne sono accorti i tanti proprietari di villette plurifamiliari dislocate sul territorio, meglio l’affittacamere che la locazione classica. Rende di più, e presenta vantaggi di gran lunga superiori. Se ne è accorta anche la Guardia di Finanza che da mesi sta monitorando il mercato nascente, se ne accorta anche la Polizia Municipale, scoprendo ad oggi una ventina di strutture irregolari, e se ne è accorta anche l’amministrazione comunale, fiutando l’opportunità di fare cassa, attraverso la loro regolarizzazione ed emersione dal nero. Una proposta articolata è attualmente in discussione nelle commissioni Commercio e Bilancio. “Da notizie di stampa ho appreso che a Scafati, tra B&B, fitti brevi e case vacanze, sfioriamo le 200 unità a fronte delle 14 censite. Da questi dati si evince una grande affluenza turistica, probabilmente dovuta ai prezzi concorrenziali rispetto alla vicina Pompei.  Un ambito fino ad oggi sottovalutato in termini di ritorno economico”. Così il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Sarconio, promotore di un progetto, portato in commissione commercio, che oltre a regolarizzare le strutture esistenti, mira anche all’istituzione della tassa di soggiorno. “Considerata le difficoltà in cui versano le casse del Comune di Scafati spero vivamente si tenga in considerazione questa mia proposta e inserirla già nel prossimo bilancio – aggiunge Sarconio – Sperando che in futuro prossimo si possa coniugare l’imposta di soggiorno con la fruizione da parte dei turisti delle enormi potenzialità che offre il patrimonio storico culturale della città di Scafati”.

LA MAGGIORANZA APPROVA

La proposta piace anche all’amministrazione, ed ha già ricevuto anche il placet del sindaco Cristoforo Salvati. “Già a fine ottobre abbiamo chiesto alla Regione di essere inseriti nell’elenco dei comuni turistici, anche in considerazione delle attrattive storico culturali presenti sul nostro territorio, oltre naturalmente a sfruttare la vicinanza con la città di Pompei – così Antonella Vaccaro, presidente Commissione Commercio – ho sollecitato questa mattina stessa un riscontro, chiedendo un incontro con l’assessore regionale Corrado Matera”. Creare una rete turistico religiosa che possa inserire Scafati nei pacchetti turistici, secondo Ida Brancaccio, non è affatto una utopia. “Certamente bisogna partire da zero, ma in fondo io giro l’Italia e vedo città che promuovono il nulla come patrimonio storico, artistico e culturale, ricevendo riscontri importanti in termini di visibilità e soprattutto economici. Penso invece alle nostre chiese, come Santa Maria Delle Vergini, eretta nel ‘500 con all’interno opere pregiate dello stesso periodo. Penso al settecentesco Santuario di Bagni, all’Abbazia di Realvalle del ‘200, a Palazzo Mayer, alla Villa Comunale, al Polverificio Borbonico, solo per citarne alcune”. La proposta del consigliere grillino piace alla maggioranza. “Condivisibile senz’altro. E’ un’idea che va in due importanti direzioni: rivalutare il nostro patrimonio culturale, e creare nuove risorse economiche, generando nuove opportunità lavorative”, così la consigliera di Identità Scafatese.

Adriano Falanga