Scafati. False dichiarazioni e tributi: 20 amministratori indagati

Presunte incompatibilità e attestazioni non veritiere dichiarate all'Ente. Finiscono nel registro degli indagati 17 consiglieri e 3 assessori. Sindaco compreso, che si difende

Sono finiti tutti sul registro degli indagati i venti politici chiamati in audizione ieri mattina, presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. A consegnare loro il “regalo di Natale” il sostituto procuratore dottor Roberto Lenza, che indaga sul filone delle presunte incompatibilità e dichiarazioni false rese dagli interessati nel momento della loro proclamazione. Per tutti l’accusa è il falso in atto pubblico (art.483 c.p.) perché nella dichiarazione di insussistenza di cause ostative alla assunzione della carica di consigliere comunale o assessore del Comune di Scafati, attestavano “falsamente” di non trovarsi in alcune delle cause di incompatibilità, avendo invece, scrive la Procura “un debito liquido ed esigibile nei confronti dell’Ente”. Oltre al sindaco Cristoforo Salvati, indagati i consiglieri comunali di maggioranza: Paolo Attianese, Camillo Auricchio, Giovanni Bottone, Ida Brancaccio, Nicola Cascone, Nunzia Di Lallo, Alfonso Di Massa, Serena Porpora, Arcangelo Sicignano, Antonella Vaccaro, Pasquale Vitiello. Per la minoranza c’è tutto il gruppo Insieme per Scafati: Michele Grimaldi, Alfonso Carotenuto, Michelangelo Ambrunzo e Michele Russo, quest’ultimo già indagato anche per una lite pendente non certificata. Dalla Giunta finiscono sul registro degli indagati il vicesindaco e assessore alla Manutenzione Peppino Fattoruso, Raffaele Sicignano, assessore alle politiche sociali, e Alfonso Fantasia, delegato al Commercio. I venti sono arrivati ieri mattina, dalle 9 alle 10, negli uffici del Palazzo di Giustizia nocerino a gruppi, ed ognuno di loro ha fornito all’autorità di Polizia Giudiziaria la loro versione. Avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero, che potrà successivamente decidere se archiviare la loro posizione o chiedere il rinvio a giudizio. L’indagine nasce da un esposto dell’ex sindaco Pasquale Aliberti, che più volte, e a più riprese, ha chiesto alla segretaria comunale Giovanna Imparato di accertare la veridicità delle autocertificazioni sottoscritte dagli eletti. Verifiche effettuate anche grazie all’incrocio dei dati forniti dalla Geset, ex società di riscossione tributi, le quali in momenti diversi accertavano sette profili di incompatibilità, relativi a 5 consiglieri e 2 assessori. Tutte le posizioni sono state sanate, rimuovendo di fatto la causa ostativa.

Restavano però quelle certificazioni rese in palese contrasto con quanto emerso, ed è qui che la magistratura è chiamata a fare luce. Anche perché la Imparato alla Geset non avrebbe chiesto la lista di coloro che fossero destinatari di una ingiunzione di pagamento definitiva, bensì le posizioni tributarie, e in questa figurano anche le normali rate della Tarsu in corso o avvisi bonari non ancora definitivamente accertati. “Piena fiducia nella Magistratura – così il primo cittadino – sono tranquillo in quanto non ho alcuna ingiunzione  ma solo una rateazione dell’annualità in corso 2019 regolarmente pagata. Inoltre ho chiesto di essere sentito per dimostrare la mia totale estraneità ai fatti a me contestati, nominando mio difensore l’avvocato Antonio D’Amaro”. C’è chi giura di essere venuto a conoscenza del presunto debito soltanto dopo la trasmissione della lista, relativa a delle differenze di pagamento Imu mai notificate, o chi risulta responsabile in solido di debiti esistenti nel suo nucleo familiare. C’è poi chi punta l’indice contro la segretaria comunale Imparato, accusandola di aver presentato loro un modulo di autocertificazione definito “papocchio amministrativo”, come ha spiegato Nicola Cascone. Un modulo poco trasparente, che avrebbe potuto indurre in errore chi ignorava che anche una semplice rateizzazione in corso, seppur regolarmente pagata, potesse essere causa ostativa. Ed è il caso di Antonella Vaccaro, che avendolo saputo ha provveduto contestualmente (con gli altri 5) ad azzerare anticipatamente il residuo.

Adriano Falanga