Scafati. La politica delle denunce: “clima di odio e di violenza”

A Scafati si combatte una guerra a colpi di esposti. Sulle ultime vicende peserebbe anche il voto delle prossime regionali

Scafati comune
Scafati comune

“La città non può essere ostaggio delle future candidature alle elezioni regionali del Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio e dell’uscente Monica Paolino”. Si dice preoccupato Michele Grimaldi, segretario del Pd e consigliere comunale di Democratici e Progressisti. Sarebbe in atto una guerra politica a suon di denunce ed esposti “che rischiano di far precipitare Scafati in un clima di odio e violenza, mentre servirebbe attenzione solo ai problemi reali”. A Scafati oramai vige la politica della denuncia e dell’insinuazione, una pratica che non risparmia nessuno e che nasce sull’onda dell’inchiesta Sarastra, che ha portato la città allo scioglimento, dando il via al processo che vede imputati per voto di scambio l’ex sindaco Pasquale Aliberti con la moglie consigliera regionale Monica Paolino. “Sono le loro denunce che mi hanno condotto ingiustamente in carcere” sono le parole che a più riprese l’ex primo cittadino ha sempre sostenuto riguardo la sua vicenda giudiziaria. Questo ha scatenato però una catena di denunce ed esposti reciproci, che oltre a riempire le pagine dei quotidiani, rischia di confluire inevitabilmente anche nella prossima campagna elettorale per le Regionali, dove sembrano essere antagonisti l’attuale capo dell’Assise Mario Santocchio (con Fdi) e l’uscente Paolino con Forza Italia. “Candidature contrapposte ma a sostegno dello stesso candidato Governatore” puntualizza Grimaldi. Naturalmente di ufficiale non c’è ancora nulla, se non voci di corridoio e un crescendo numero di interventi e comunicati che confermano le indiscrezioni. Non è neanche un caso, ad esempio, che Santocchio si è guadagnato l’appellativo di “vicesindaco” di fatto, in quanto è sempre lui, e non Peppino Fattoruso, ad essere costantemente presente al fianco di Cristoforo Salvati ad ogni riunione, incontro, manifestazione, che sia istituzionale o meno.

“Ci sarebbe bisogno di classi dirigenti responsabili, all’altezza della sfida, ma le due destre scafatesi, stanno trascinando la città in una disputa personalistica e di potere, che nulla ha a che vedere con il presente ed il futuro di Scafati – aggiunge ancora Grimaldi – Le istituzioni dovrebbero dare l’esempio, con un comportamento decoroso e volto alla realizzazione del bene comune: ed invece qui è tutto un florilegio di denunce incrociate, motivate solo da odi e rancori personali, tra conferenze stampa e video, insulti e inciuci”. Del resto, oramai tutti denunciano tutti, nessuno escluso. A partire da Aliberti, la cui campagna mediatica e giudiziaria gli è valsa una controdenuncia dal primo cittadino per “stalking istituzionale”. Da questo filone è scaturita però l’inchiesta della Procura nocerina sui presunti amministratori “incompatibili” e “mendaci”. “Con una gestione poco trasparente ed ottusa dell’attuale amministrazione, in particolar modo sul tema delle incompatibilità, e su quello delle deleghe ai consiglieri, date e ritirate come fossero merce di scambio. E con questa insopportabile deriva savonarolesca dell’ex Sindaco, che dopo aver portato la città allo scioglimento per camorra e lasciato oltre 30 milioni di euro di debiti dovrebbe avvertire l’obbligo del silenzio: e con questa incredibile vicenda degli esposti con le firme sbagliate e su carta intestata della Regione, con la consigliera Paolino che ci regala in un attimo la perfetta fotografia delle sue capacità amministrative” continua il segretario dem. Parole al vetriolo le sue. “Serve uno scatto, e serve che la politica torni ad occuparsi dei problemi quotidiani e delle prospettive della città, non questo triste indecente teatrino”.

Adriano Falanga