Scafati. Paolino, esposti copia incolla, atti in Procura

Un documento protocollato due volte in 24 ore insospettisce la segretaria Giovanna Imparato che segnala alla Procura. Il mistero delle firme sul documento della Regione Campania: "un mero errore umano".

Sarebbe stata una segnalazione della segretaria comunale Giovanna Imparato alla Procura della Repubblica, a spingere i carabinieri della locale tenenza ad acquisire i due esposti presentati in appena 24 ore dalla consigliera regionale Monica Paolino. Ad insospettire la Imparato quelle firme in calce ad un documento istituzionale della Regione Campania, a nome di Pasquale Aliberti, Carlo Marchesano e Domenico Casciello. I militari guidati dal tenente Gennaro Vitolo venerdì mattina hanno acquisito entrambi gli esposti su mandato della magistratura nocerina, per chiarire la natura di entrambi gli atti. Un documento protocollato ben due volte a distanza di sole 24 ore l’uno dall’altro. Il primo arriva a Palazzo Mayer il 25 novembre. Interamente scritto su carta intestata della Regione Campania, l’esposto è indirizzato ad Anac e Prefetto di Salerno, a scrivere è “la sottoscritta Monica Paolino” salvo poi terminare con le firme in calce dei “sottoscritti Pasquale Aliberti (ex sindaco e marito della Paolino) Domenico Casciello (ex consigliere comunale e vicepresidente Acse) e Carlo Marchesano, già candidato alle ultime comunali con Antonio Fogliame. Il testo, si scoprirà poche ore dopo, è in realtà un esposto alla Procura presentato alcune settimane prima dall’ex sindaco per il tramite del legale di fiducia, l’ex assessore Diego Chirico. L’anomalia sta tutta in quelle firme in calce, su un documento istituzionale regionale. A svelare l’arcano è la stessa onorevole Paolino, che il 26 novembre ripresenterà l’esposto, questa volta in forma corretta e a suo nome, riconoscendo “l’errore umano dell’addetto al protocollo”. Insomma, un copia incolla di due atti diversi palesemente errato che rischia di creare un pasticcio istituzionale. Non solo, sembrerebbe pure che l’esposto, nella sua forma definitiva depositato alla Procura, non sia più sottoscritto da Casciello ma da tale Antonio Vitiello, in uno con Aliberti e Marchesano. In entrambi i casi si fa riferimento alla nota vicenda delle presunte dichiarazioni mendaci rilasciate da quei consiglieri e assessori con debiti certi, liquidi ed esigibili o contenziosi legali verso l’ente. Errore o meno, sarà la magistratura a trarre le opportune deduzioni.

I RISVOLTI POLITICI

Fatto sta che l’episodio rischia comunque di assumere anche una chiara e netta valenza politica. Tra pochi mesi la città di Scafati sarà chiamata anch’essa al rinnovo del Consiglio della Regione Campania, dove, con buona probabilità, a sfidare l’uscente Governatore Enzo De Luca sarà l’altro ex Stefano Caldoro. Quest’ultimo, sostenuto dalla coalizione di centrodestra, è dato in vantaggio sull’uscente ex sindaco di Salerno. Una circostanza che accende gli entusiasmi tra i probabili candidati di Forza Italia, Lega e Fratelli D’Italia. Tra questi, potrebbe esserci per il suo terzo mandato Monica Paolino, in virtù del forte legame che la famiglia Aliberti-Paolino conservano con Caldoro. L’esponente forzista, unica eletta in provincia di Salerno nel suo partito nel 2015, potrebbe ritrovarsi di fronte l’avversario di sempre, il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio. Uno scenario non ancora ufficiale ma altamente probabile, che ripercorre le tappe di un film già visto nel 2010, quando grazie all’intercessione dell’allora sindaco e marito Aliberti, la Paolino riuscì a strappare un si a Mara Carfagna, venendo candidata in Forza Italia come quota rosa. Scelta vincente, che ha proiettato ai vertici della scena politica campana la coppia scafatese, segnando però la frattura insanabile con Santocchio, che passò alla corte di Edmondo Cirielli. Una frattura mai sanata portata avanti a colpi di esposti, querele e dichiarazioni al vetriolo reciproche. Oggi la scena sembra essere la stessa. In mezzo la città di Scafati.
Adriano Falanga