Scafati. Politici sotto inchiesta, il sindaco frena il rimpasto. Animi tesi

Salvati parla della bufera giudiziaria che lo ha coinvolto assieme ad altri 20 amministratori. "Bisogna dare un segnale di maturità, sarebbe anomalo modificare ora la squadra"

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E’ il giorno del post avviso di garanzia, della protesta sindacale e degli allagamenti del maltempo. Un “venerdi nero” per l’amministrazione guidata dal sindaco Cristoforo Salvati, ma nonostante ciò il primo cittadino ha voluto tenere comunque il consueto incontro con dipendenti, stampa e associazioni per lo scambio degli auguri natalizi. I venti avvisi di garanzia ad altrettanti amministratori, tra sindaco, giunta, e consiglieri comunali ha stravolto Palazzo di Città. Salvati sceglie di tenere un profilo pacato, ma la tensione sui volti dei presenti è palpabile, dai dipendenti ai pochi consiglieri di maggioranza presenti. “Forse bisognava chiedere alla Geset la lista di coloro che fossero destinatari di una ingiunzione di pagamento, non le semplici posizioni tributarie. Chiaro che ho fiducia nella Magistratura, ed ho già chiesto di essere sentito dal pm” conferma Salvati. “Molti alla prima esperienza si sono spaventati – aggiunge – Credo però ci sia un eccessivo ricorso agli esposti con intento destabilizzante e intimidatorio. Una città in cui regnano gli esposti può sembrare una città in cui regna l’illegalità”. Salvati tira dritto: “Hanno fatto esposti anche sui presepi viventi. Quando le denunce partono da chi è responsabile dello scioglimento non mi faccio intimidire, nei prossimi giorni parlerò con il Prefetto del mio esposto per stalking istituzionale”. “E’ un momento difficile”, lo ripete più volte anche Liberato Sicignano, responsabile del cerimoniale di Palazzo Mayer. Oltre ad uno sparuto gruppo di dirigenti, impossibile non notare l’assenza degli stessi dipendenti, di gran parte della maggioranza e di tutta l’opposizione. “Sono stati giorni concitati, ho dimenticato di inviare l’invito istituzionale ai consiglieri” ammetterà Sicignano. Pochi minuti prima la componente sindacale di Palazzo Mayer ha consegnato al primo cittadino un documento di contestazione riguardo alle decisioni assunte dal responsabile finanziario Giacomo Cacchione sul pagamento delle Posizioni Economiche Organizzative arretrate. Circostanza che di fatto li ha convinti a disertare il tradizionale appuntamento con le Istituzioni. “Mi aspettavo la loro presenza, c’è una protesta in atto dei sindacati che contiamo di risolvere lunedì in giunta. Comprendo le loro posizioni ma sono dispiaciuto della loro assenza” spiega Salvati. L’occasione è propizia per tirare un bilancio dei primi sei mesi di amministrazione. Salvati resta con i piedi per terra. “Il personale in sottorganico è una questione grave. Fare il sindaco non è facile. Ho paura di chi mostra troppa sicurezza, abbiamo visto con loro dove siamo arrivati. Ho notato che la Commissione sembrava voler scappare da questa città, perché le problematiche erano tante”. Nuove assunzioni per il nuovo anno, anche per garantire la realizzazione dei Pics, che ha visto la città di Scafati destinataria di oltre 13 milioni di euro. Questione allagamenti, poche ore prima Scafati ha vissuto momenti drammatici. “Questa è la città che abbiamo ereditato, i problemi non si risolvono sui social, anche qui paghiamo il sottorganico”. Nuovo anno nuova Giunta, è uno dei temi in agenda di Salvati e della coalizione che lo sostiene. “Dalla mia maggioranza mi aspetto un segnale di maturità, in questa fase credo sia necessario essere attendisti su rimodulazione giunta. Anomalo fare modifiche nel momento in cui siamo quasi tutti indagati. Sono garantista ma bisogna dare un buon esempio alla città”. Con il sindaco anche il Presidente del Consiglio Mario Santocchio, che oltre a ricordare la priorità di riorganizzare la macchina comunale con nuove risorse umane per offrire “garanzie ottimali di lavoro”, puntualizza anche il come “Siamo vessati dall’esterno da chi mira soltanto ad inceppare la macchina comunale creando danni alla città”. “Avevamo una macchina destinata alla demolizione, l’abbiamo riportata sulla strada – ricorda invece il vicesindaco Peppino Fattoruso – grazie alla politica di Salvati abbiamo evitato il dissesto. Se ci sono state sbavature chiediamo umilmente scusa”. Dal sindaco (l’ennesima) mano tesa all’opposizione, assente perché non invitata istituzionalmente. “La forma non è però sostanza. Abbiamo un rapporto con l’opposizione non idilliaco, ma anche su questo lavoreremo”.

Adriano Falanga