Scafati. Scongiurato l’incubo del dissesto, salvi i conti del Comune

La Corte dei Conti approva il Piano di Riequilibrio e blocca l'incubo del default. Esulta il sindaco: "Il peggio è passato, merito del nostro lavoro di squadra".

Scafati Giunta Salvati
Scafati Giunta Salvati

Dopo due anni e mezzo di incertezze, relazioni, chiarimenti e deduzioni, arriva definitivamente la parola fine al rischio dissesto per il Comune di Scafati. Ieri mattina la Corte dei Conti di Napoli, sezione regionale di controllo per la Campania, ha approvato il piano di riequilibrio pluriennale voluto, in prima battuta, dalla commissione straordinaria, nel luglio 2017. “Abbiamo esorcizzato, così, il rischio del dissesto finanziario che avrebbe gravato ulteriormente sulle tasche dei cittadini. Andiamo avanti più forti e motivati di prima, consapevoli di aver fatto un buon lavoro per evitare il rischio del default” la soddisfazione del sindaco Cristoforo Salvati. Dopo l’audizione tenuta giovedì mattina dai vertici di Palazzo Mayer presso la sede di via Acton, si era temuto il peggio. Le perplessità espresse dai giudici contabili sembravano portare nella direzione opposta, poi l’inaspettata decisione. “E’ grazie al lavoro di squadra fatto da questa amministrazione in queste ultime settimane se, in linea con quanto tracciato dalla Commissione straordinaria, siamo riusciti a ribaltare innanzi alla Corte dei Conti il parere negativo che il Ministero dell’interno aveva espresso rispetto al piano di riequilibrio pluriennale presentato nel 2017”. L’approvazione del piano archivia l’incubo dissesto, restano però altri sei anni di sacrifici per gli scafatesi. “I sacrifici imposti sul fronte della spesa, delle aliquote e delle tariffe dei servizi hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato e a scongiurare il dissesto finanziario. Sono state scelte obbligate anche se impopolari quelle che ho dovuto adottare per evitare che la Corte bocciasse il piano, come quella dell’affidamento all’ex Equitalia della riscossione coattiva dei tributi relativi agli anni 2015-2016 – aggiunge il primo cittadino – Non avremmo ottenuto questo risultato se non avessimo inserito nel piano altri provvedimenti, quali garanzie per la procedura di risanamento, come la vendita del patrimonio e delle farmacie, il rinnovo delle concessioni cimiteriali, la gestione interna dei tributi, la razionalizzazione della spesa per l’energia elettrica e del contenzioso. Il dissesto avrebbe significato meno servizi e tasse più alte per i cittadini”. A Palazzo Mayer la soddisfazione è palpabile, una ventata di ottimismo per il futuro dell’amministrazione Salvati, partita in salita da cinque mesi. “Un sentito ringraziamento va ai miei assessori, in particolare all’assessore al Bilancio Maria Pisani, ai consiglieri comunali, alla segretaria comunale, al responsabile del settore finanziario Giacomo Cacchione, ai revisori dei conti, a tutta la macchina comunale che con grande senso di responsabilità ha contribuito al raggiungimento di questo obiettivo. Ripartiamo da questo punto, più forti, motivati e determinati per continuare il lavoro per la città”.

FORMISANO: ADESSO NIENTE SCUSE

Il piano di riequilibrio nasce per far fronte ai 33 milioni di euro del disavanzo di amministrazione 2016, emerso con l’insediamento della triade prefettizia a seguito dello scioglimento per infiltrazioni. Esulta, seppur in tutt’altro tono, anche Teresa Formisano. “È finalmente accertato che la passata amministrazione non ha lasciato le casse comunali in una “situazione disastrosa”, messaggio che questa maggioranza dall’inizio del suo mandato ha cercato di far passare creando panico solo per giustificare la loro incapacità rispetto ai servizi che non sono riusciti a garantire, rispetto alla programmazione delle opere che non riescono a trasformare in atti amministrativi” così la capogruppo di Forza Italia, già consigliera di maggioranza nella disciolta amministrazione Aliberti. “Ora non hanno davvero più scuse: è tempo di attivarsi. È tempo di chiarire che l’unico debito vero che ha il Comune di Scafati è quello dei 23 milioni di Agroinvest, ben nota al Sindaco e al Presidente del Consiglio, ex amministratori della stessa società”.

Adriano Falanga