Scafati. Tributi non pagati, venti amministratori in Procura

Atti falsi per evitare l'incompatibilità, in Procura sindaco, consiglieri e assessori. Saranno ascoltati il 19 dicembre presso il Palazzo di Giustizia di Nocera Inferiore.

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Tributi e incompatibilità, venti amministratori convocati, come persone informate dei fatti, dalla Procura della Repubblica. Dovranno presentarsi dinanzi l’autorità di Polizia Giudiziaria presso la Procura nocerina, giovedi 19 dicembre, il sindaco Cristoforo Salvati, il vicesindaco Giuseppe Fattoruso, gli assessori Alfonso Fantasia e Sicignano Raffaele, i consiglieri di maggioranza: Paolo Attianese, Camillo Auricchio, Giovanni Bottone, Ida Brancaccio, Nicola Cascone, Nunzia Di Lallo, Alfonso Di Massa, Serena Porpora, Arcangelo Sicignano, Antonella Vaccaro, e Pasquale Vitiello. Per la minoranza sono convocati Liliana Acanfora, Michelangelo Ambrunzo, Alfonso Carotenuto, Michele Grimaldi, Michele Russo, quest’ultimo già iscritto sul registro degli indagati dal sostituto procuratore Roberto Lenza, titolare delle indagini, assieme al dimissionario Marco Cucurachi, con l’accusa di falso in atto pubblico. I venti amministratori saranno ascoltati dalle 9 alle 10:30 presso gli uffici del Palazzo di Giustizia di Nocera Inferiore. Ognuno di loro è chiamato a chiarire la propria posizione in merito alle presunte pendenze tributarie o liti pendenti emerse a loro carico dopo aver certificato, in sede di elezione, l’assenza di cause ostative alla loro proclamazione. Tutti, tranne Russo e la Acanfora (non ancora subentrata a Cucurachi) figurano nella famosa lista trasmessa dalla Geset alla segretaria comunale Giovanna Imparato il 27 settembre scorso, a tre mesi dall’insediamento ufficiale di Giunta e nuovo Consiglio Comunale. La magistratura è chiamata a verificare chi, tra questi, abbia sottoscritto il falso, certificando di non avere liti pendenti o debiti certi, liquidi ed esigibili, con l’Ente chiamato ad amministrare. Le loro dichiarazioni saranno incrociate con gli atti trasmessi dalla Imparato alla Procura, oltre a quelli acquisiti, in momenti diversi, dalla Guardia di Finanza di Scafati presso Palazzo Mayer e gli uffici della Geset in via Sant’Antonio Abate.

Su quei fogli figurano pendenze pari a circa 100mila euro, anche se, a onor del vero, non tutti sarebbero relativi a debiti definitivi. E’ il caso del primo cittadino ad esempio, dove a suo nome figura una cifra di circa 300 euro, relativa, per sua stessa ammissione, all’ultima rata della Tarsu ordinaria 2019. “Somma regolarmente estinta, cosi come da scadenze prefissate” aveva chiarito Salvati. Ma vi è anche il caso di chi, dopo la pubblicazione della lista, ha scoperto di essere debitore per somme successivamente sgravate perché non dovute. Alcuni risultano essere invece responsabili in solido di presunti debiti a carico di loro familiari, ed anche in questo caso c’è chi giura essere stato un errore della stessa società di riscossione tributi, concessionaria per il Comune di Scafati fino a fine maggio. Ma se per gran parte dei convocati si prospetta una risoluzione positiva della vicenda a loro carico, per almeno cinque di essi il rischio è di finire tra gli indagati assieme a Russo e Cucurachi. Ed è il caso, oramai noto, di Pasquale Vitiello, Antonella Vaccaro, Alfonso di Massa, Peppino Fattoruso e Alfonso Fantasia. Sono coloro a cui la segreteria aveva contestato l’esistenza di debiti certi, liquidi ed esigibili per una somma che si aggirava sui 45mila euro, completamente sanata. Un pagamento che ha permesso loro di evitare la procedura di decadenza in Consiglio Comunale, o la revoca del mandato per quanto riguarda i componenti della Giunta. Circostanza che di fatto ha salvato loro la poltrona istituzionale, fermo restando la dichiarazione resa in sede di elezione, che potrebbe essere mendace nel momento in cui dovesse essere accertata l’effettiva conoscenza della posizione tributaria pendente a loro carico. Lo racconteranno ai carabinieri del Tribunale di Nocera Inferiore, a cui la Procura ha affidato le indagini.

Adriano Falanga