Angri. Fondo Caiazzo, ma come si intende recuperarlo dal degrado?

Uno spazio verde che per ora resta nel “limbo” e nella “monnezza”. Un progetto finora abortito, quello della tendo struttura, che doveva dotare la città di quattro campi da tennis, si è “strappato” insieme ai lungimiranti propositi dell’amministrazione uscente Ferraioli

Angri. Fondo Caiazzo
Angri. Fondo Caiazzo

La futura amministrazione comunale dovrà decidere come intende utilizzare l’ex area dei prefabbricati di Fondo Caiazzo. Uno spazio verde che per ora resta nel “limbo” e nella “monnezza”. Un progetto finora abortito, quello della tendo struttura, che doveva dotare la città di quattro campi da tennis, si è “strappato” insieme ai lungimiranti propositi dell’amministrazione uscente Ferraioli.

Mancanza di risposte.
Nessuno, dopo la sfiducia politica a Ferraioli, è stato più capace di spiegare il fermo dei lavori alla struttura. Pochi metri più avanti resta un grande spazio verde che attende si essere riqualificato e “animato”. Bisognoso di una vera rigenerazione. I progetti non mancherebbero: c’è chi ne vorrebbe fare una ampio parcheggio che risolverebbe forse in maniera decisa il problema della sosta nel centro storico; chi invece pensa di realizzare una grande area verde attrezzata anche per i grandi eventi, che in città non mancano certamente.

La SMA pulisce l’area.
Per il momento la zona viene dignitosamente tenuta pulita grazie alla presenza della SMA, l’azienda della Regione Campania. Gli operai della “regionale” da alcuni anni mantengono pulita l’area, meta di conferimenti indiscriminati di rifiuti ingombranti e spesso pericolosi, oltre ai soliti bustoni neri mai messi al bando in città.

Quale futuro.
La comunità in vista del voto di primavera attende risposte chiare e precise, non fuorvianti, su come si intende riprendersi, dopo quarant’anni, questo spazio di città. Capire se ci sono le premesse per coinvolgere in maniera attiva anche tutti gli stakeholders locali. La città deve ripartire anche da questi spazi fondamentali per la collettività, necessariamente.
Luciano Verdoliva