Angri. Verso il voto a colpi di bastone. Ferraioli e Mauri se le suonano

Schermaglie che potrebbero in un certo senso favorire “un terzo incomodo” visto che i due sindaci sono ritenuti da gran parte del popolo i maggiori responsabili del mancato rilancio della città

Angri. Cosimo Ferraioli e Pasquale Mauri
Angri. Cosimo Ferraioli e Pasquale Mauri

Non se le mandano a dire. Pasquale Mauri e Cosimo Ferraioli si sfidano a colpi di parole, anche pesanti, sul social. Una improbabile arena due punto zero per sbollentare il loro “fuoco sacro”. C’è la mano dei comunicatori, certamente, ma emerge anche un dato incontrovertibile: lo scontro personale in barba al codice etico proposto lo scorso autunno proprio dall’ex vulcanico Mauri che nel suo lungo post di risposta a Ferraioli non lesina stoccate al suo avversario esordendo con un colloquiale quanto ironico “Ciao Cosimo” seguito da un grande punto esclamativo che si ripete volutamente nel testo quasi a rafforzare la carica tipica di Mauri.

Invettiva 2.0.
Un’invettiva che bene si adatta ai tempi e alla lettura del social ma che fa emergere in maniera lapalissiana che non mancheranno i colpi bassi tra i due ultimi primi cittadini. “5 anni fa promettevi una mensa a gestione comunale, oggi ci fai la lezione sul liberismo economico e sulla coerenza politica delle privatizzazioni. Sei passato nel giro di pochi anni da sinistra all’estrema destra, e ora ci reciti la pappardella sull’assenza dei partiti, e la butti sulle discussioni sui massimi sistemi. Ma che tristezza! Soprattutto per Angri, che torna a essere amministrata da chi l’ha sostanzialmente distrutta.”

Un tranello semantico.
Un passaggio forte quello di Mauri che ottiene l’effetto, forse sperato, della risposta immediata di Ferraioli, quasi un “tranello semantico”. “Pasquale Mauri, forse hai visto una cosa per un’altra, oppure, molto probabilmente non hai capito niente. Rivedila e ascolta con calma e senza la solita rabbia. La mensa è stata riproposta anche dal Commissario che tanto ti piace e apprezzi, visto che è venuto ad Angri grazie a te”.

Il terzo gode.
Schermaglie che potrebbero in un certo senso favorire “un terzo incomodo” visto che i due sindaci sono ritenuti da gran parte del popolo i maggiori responsabili del mancato rilancio della città. Oggi in città infatti si registrano spazi vuoti, cantieri abbandonati e attività commerciali in crisi e, soprattutto una insensata cementificazione. “Il decennio dell’incertezza” è contenuto in queste due invettive e certamente non sono state apprezzate dai cittadini angresi intelligenti, sicuramente già abbondantemente infastiditi dalla precarietà e dal degrado accumulato in questi dieci anni di “scuorno”.
Luciano Verdoliva