Scafati. Anna Lanzuolo compie 105 anni: la nonna degli scafatesi

Originaria di Napoli, è vedova del commendadore Alfonso Cozzolino. "Ho chiesto a Dio di non morire".

Einstein pubblicava la sua rivoluzionaria “Teoria della relatività” e l’Italia dichiarando guerra all’impero Austro-Ungarico entrava nella prima guerra mondiale. Correva l’anno 1915 e il 19 gennaio a Napoli nasceva la signora Anna Lanzuolo, oggi 105 anni e di fatto la “nonna degli scafatesi” essendo la cittadina vivente più anziana e probabilmente la più longeva di sempre. Vive sul corso Nazionale, in un palazzo di sei piani assieme alla figlia e nipoti. La salute nel suo complesso è buona, la sua veneranda età però non le permette di affaticarsi molto, e anche tenere una conversazione è motivo per lei stressante. Da qualche anno ha problemi nella deambulazione, passa le sue giornate guardando la tv e fino a qualche tempo fa faceva le parole crociate. “Adorava uscire, tornare nella sua Napoli” spiegano i parenti. Anna è circondata dall’affetto delle sue tre figlie: Linda, 75 anni; Giovanna, 73 anni e Gabriella, 70enne. E’ una donna signorile, molto attenta alla sua persona e per nulla trascurata. “Non è mai uscita senza un filo di trucco, pettinata e con indosso gli orecchini e la collana” raccontano le due figlie Linda e Gabriella. Vedova dal 1976 del compianto commendatore Alfonso Cozzolino, fratello del giovane aviatore Federico, medaglia d’oro e morto in guerra di Spagna durante il secondo conflitto mondiale a cui la città di Scafati ha dedicato una strada. “Lo ha conosciuto sulla stazione. Lui partiva in guerra volontario, da dove non è più tornato vivo, lei andava ad insegnare a Salerno”. La nonnina insegnava infatti Economia Domestica prima a Salerno e successivamente nella demolita scuola di avviamento in Corso Trieste. E’ qui che conoscerà il marito, insegnante di educazione fisica, sposandolo nel 1944. Il coniuge morirà nel 1976, alla “giovane età” di 78 anni. Le tre figlie le daranno 12 nipoti e 19 pronipoti. Di Scafati, sua città adottiva ci dicono: “si è sempre trovata molto bene, le vogliono bene tutti”. Fervente cattolica, per i suoi 105 anni Don Peppino De Luca ha celebrato Messa al suo domicilio. “E’ stata una grande benefattrice – raccontano le figlie – la vecchia parrocchia di San Francesco di Paola porta una targa col suo nome”. Non disdegna un po’ di vino e le piace la Coca Cola. Il suo piatto preferito era fino a qualche tempo fa il “peperone imbottito”. Quando partorì Gabriella, 69 anni fa, fu costretta a letto per diversi anni per problemi alla schiena. E’ l’unico grave episodio di salute che ha affrontato. Oggi nonna Anna è circondata dall’affetto dei suoi cari, è una nonna serena, consapevole della sua veneranda età. ”Ho chiesto a Dio di non morire” ci aveva detto un anno fa. Ricordava con enfasi la fuga da Cremona (città di origine della mamma) nel 1917, con la disfatta di Caporetto, quando fu smarrita nel treno dai genitori e ritrovata dopo tempo sui binari. “Suo papà era un ufficiale dell’esercito. Un brav’uomo – raccontano le figlie – ma quando si arrabbiava usava il nervo di bue” e a buscarle di più era Anna, perché la più “terribile”. Un piglio forte e deciso, è così che la raccontano le figlie. Nonostante fosse benestante in casa faceva tutto lei, sa cucire e ricamare e alle figlie ha trasmesso tutto questo. L’appuntamento è per la festa dei 106 anni, siamo già invitati.

Adriano Falanga