Scafati. Centro storico abbandonato, la Chiesa presenta un progetto

Don Giovanni De Riggi incontra il sindaco e la Giunta. In tre punti il recupero del centro città.

“Non potevo restare a guardare, sono anni che sono in città, credo di avere una certa memoria storica oramai”. Così Don Giovanni De Riggi, parroco della Chiesa Madre di Santa Maria Delle Vergini, la chiesa patronale di fine 1400 attorno alla quale è nata la città di Scafati. Da centro nevralgico della movida cittadina a dormitorio, è questo l’attuale contesto in cui si ritrova oggi il centro città. Quasi nessuna delle storiche attività commerciali che le hanno dato lustro negli anni è rimasta aperta. Oltre a qualche bar, non esiste praticamente più un comparto commerciale. Negozi sfitti da anni. “Ho sentito dal profondo del cuore di dover dare il mio modesto contributo – spiega Don Giovanni – così ho chiesto un incontro con il sindaco e le Istituzioni cittadine, per portare loro un mio progetto”. Il vertice si è tenuto ieri mattina nella stanza del primo cittadino Cristoforo Salvati, con lui presente la Giunta e il consigliere delegato al centro storico Luca Maranca. Il parroco ha sostanzialmente presentato un progetto articolato in tre punti, che mira a ridare vita al centro città. “Tutto nasce dall’osservazione di ciò che era è ciò che è oggi. E’ chiaro che il decadimento del centro storico nasce indietro negli anni, quando si è puntato alla riqualificazione delle periferie, tralasciando però il cuore cittadino” ricorda Don De Riggi.

Sullo sfondo però pesa anche l’assoluta assenza di proposte concrete, che vadano oltre i meri progetti finalizzati a ravvivare una o più serate. Boccia la ricostruzione del Quartiere Vetrai il parroco. “Bisogna conservare la memoria storica, gli edifici vanno ristrutturati, salvando le facciate”. L’idea è semplice, convocare tutti proprietari dei locali oggi chiusi, e offrire loro una politica di incentivi che li stimoli ad investire, come la riduzione delle tariffe dei tributi e canoni agevolati. Naturalmente il progetto è inscindibile dalla collaborazione degli stessi commercianti, e delle associazioni di categoria presenti in città. “Bisogna stimolarli e metterli in grado di aprire bottega” sottolinea ancora il sacerdote. L’idea è piaciuta al primo cittadino. “Ringrazio Don Giovanni per l’attenzione e l’amore che ripone per la città. E’ uno stimolo importante per noi – così Salvati – bisognerà, compatibilmente con le norme e procedure comunali, lavorare su un pacchetto di proposte da presentare a proprietari e commercianti. Per tale ragione martedì mattina con il parroco terremo un tavolo con i nostri dirigenti”. Saranno presenti i responsabili dell’area Commercio, Tributi e Ufficio Tecnico. “Io ho voluto dare il la, vediamo adesso cosa succede”, conclude De Riggi.

Adriano Falanga