Scafati. Città sommersa dai rifiuti, ombre sui dati della raccolta

I consiglieri di minoranza puntano il dito contro la relazione dell'Acse. "Vogliamo chiarezza su tutti i dati, punto per punto, qualcosa non quadra".

“Chi afferma che i dati certificati da Acse siano frutto di giochi di prestigio sarà querelato”, così tuonava Daniele Meriani, amministratore univo dell’Acse, in una relazione trasmessa al sindaco Cristoforo Salvati, nella quale si attestava a tutto il 2019 un brillante 62% di raccolta differenziata. La relazione era frutto delle pesate effettive dei rifiuti smaltiti nei diversi centri di destinazione. “Abbiamo presentato una interrogazione al sindaco sulla relazione presentata dall’Acse il 7 gennaio scorso avente oggetto: Dati sulla raccolta differenziata per l’anno 2019”, spiega Michele Grimaldi, firmatario assieme a Michele Russo, Alfonso Carotenuto e Michelangelo Ambrunzo, del gruppo di minoranza Insieme Per Scafati. Nessun “gioco di prestigio” sull’attendibilità dei dati, ma “se i dati sono quelli, e non abbiamo motivo per dubitare, la domanda è: perché la città è così sporca e invasa da discariche” puntualizza Grimaldi. I consiglieri di opposizione hanno approfondito punto per punto la lunga nota redatta dal manager della partecipata scafatese, presentando al primo cittadino nove quesiti meritevoli di riscontro. “La notevole quantità di rifiuti abbandonata su pubblica strada, che spesso ha assunto la forma e la sostanza di una miriade di discariche disseminate all’interno della città, e che sovente è stata raccolta in forma emergenziale e in regime straordinario con quale CER è stata classificata e in quale computo è stata inserita?” si legge. “Nella prima tabella allegata vengono computati in quota RD 209.490 Kg di rifiuti non meglio specificati. Considerato che, rispetto all’anno precedente (85.040 Kg) c’è un incremento del 146,34%, con quali CER sono stati classificati tali rifiuti? Era legittimo inserirli in “quota RD”? Viene classificata come raccolta di tipo “domiciliare” sia la raccolta degli imballaggi in vetro avvenuta mediante contenitori stradali (per i cittadini residenti) sia gli imballaggi in carta e cartone, rifiuto tipico delle attività commerciali e produttive, assimilabile ai RU ma cosa ben diversa dalla raccolta domiciliare di “carta e cartone” individuata correttamente col CER 200101. Come e perché categorie di rifiuti speciali ben definite ed individuate rientrano nel computo in una raccolta da “sacco domestico?”.

Insieme per Scafati
Insieme per Scafati

E ancora: “Ritiene possibile il Sindaco che nei 312 giorni di teorica apertura annuale del CCR siano stati conferiti dai cittadini di Scafati una media di 1.859 Kg/giorno di rifiuti derivanti da demolizione e provenienti da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione?”. Appare chiaro che alla luce dei dati forniti da ACse, il dubbio di Insieme per Scafati è che il 62% di raccolta differenziata raggiunto nel 2019 sia in un certo senso “forzato”. Lasciare una certa quantità di rifiuti giacenti a terra, potrebbe aver contribuito a far salire il dato della differenziata, considerato che i cumuli, una volta rimossi, finiranno direttamente in discarica come indifferenziato? Come a voler significare che oltre allo Stir di Battipaglia, le strade cittadine vestono i panni di una seconda discarica non autorizzata (e certificata) che sottrae rifiuti allo Stir, l’amletico dubbio dei 4 consiglieri di centrosinistra. “L’amministratore unico evidenzia come la contrazione della produzione complessiva della frazione “secco non riciclabile” abbia permesso la contrazione del costo di smaltimento della stessa di circa 450mila euro. Questa cifra è da ritenersi assoluta, o da compensare con il costo di circa 300mila euro rappresentato dagli smaltimenti di natura emergenziale ordinati dall’Ente Comune all’infuori del Contratto di servizio tra l’Ente stesso e la controllata Acse?” continua l’interrogazione, e soprattutto: “L’aumento della raccolta differenziata evidenziata, comporterà un abbassamento della TARI e della pressione fiscale verso i cittadini scafatesi?”

Adriano Falanga