Scafati. Città sommersa dai rifiuti, Sicignano: “La politica deve dare le risposte”

Raccolta a singhiozzo. La differenziata migliora ma la spazzatura resta a terra. L'assessore alle Partecipate incalza l'amministrazione

Emergenza infinita rifiuti: “è il momento di dare impulso, oltre alle buone intenzioni, dal commissariamento ad oggi non è cambiato nulla. Sembra che più aumenti la raccolta differenziata, e più la città si presenta sporca”. Così un noto commerciante di corso Nazionale, mentre armato di scopa e paletta spinge le tante cartacce depositate dal vento sull’uscio del suo negozio, nei pressi del cumulo di rifiuti, sul ciglio della strada. Un cumulo finito col diventare una microdiscarica urbana, a causa del mancato ritiro di venerdì scorso. Se tutto andrà bene, se ne parlerà venerdì notte per fare un po di pulizia. “Fermo restando che nessuno spazzerà i residui lasciati a terra, e che puntualmente raccoglieremo noi”. Insomma, l’aumentare della raccolta differenziata, dall’Acse attestata a quasi il 62% a chiusura del 2019, mostra che gli incivili sono in diminuzione, ma ad essere in difficoltà è l’amministrazione guidata da Cristoforo Salvati, a sette mesi circa dal suo insediamento ancora incapace di dare una risposta concreta all’annoso problema. Ogni soluzione fino ad oggi adoperata è puntualmente stata disattesa. Si parte dal divieto di conferire i rifiuti nei sacchi neri e l’inasprimento della sanzione fino a 500 euro. Non c’è cumulo che non presenti al suo interno i sacchi vietati e nonostante sia stata vietata anche la vendita, non pare sia impossibile trovare tale prodotto ancora negli scaffali dei tanti store cittadini. Una buona risposta è stata l’ordinanza che obbliga i condomini a dotarsi di bidoncini carrellati per il conferimento dell’umido. Bidoncini forniti gratuitamente dall’Acse. Una soluzione che puntava a contenere in maniera radicale il conferimento a terra e all’esposizione delle intemperie dei sacchi contenti la frazione deperibile organica. Tranne alcuni complessi residenziali, l’ordinanza è largamente disattesa. Lo testimoniano i cumuli ancora presenti lungo corso Nazionale, via Martiri D’Ungheria, via Dante Alighieri, via Passanti e via Della Resistenza, importanti arterie cittadine in cui insistono decine di parchi condominiali. Cercando di venire incontro alle oggettive difficoltà della Polizia Municipale nel riuscire a contenere il fenomeno degli sversamenti illegali e abusivi, il primo cittadino poco più di un mese fa ha presentato in conferenza stampa la convenzione con le Guardie Ambientali, affinché potessero affiancare i caschi bianchi, alle prese con le note difficoltà dovute alla carenza di uomini a disposizione.

Ad oggi purtroppo il Wwf (vincitore del bando) non è stato ancora investito dal decreto sindacale che autorizza i volontari ad elevare multe, alla pari dei vigili urbani. Dall’ufficio Ambiente fanno sapere che sono in dirittura di arrivo gli ultimi dettagli di natura burocratica. Aree densamente abitate come via Bernini, o anche il centro Plaza a San Pietro sono ancora oggi nelle stesse condizioni di un paio d’anni fa. Rimuovere queste vere e proprie discariche urbane, frutto dell’inciviltà dei residenti, ha comportato fino ad oggi migliaia di euro di costi aggiuntivi rispetto alla convenzione in essere con l’Acse, limitata soltanto alla raccolta ordinaria e al rispetto del porta a porta. Eppure, essendo queste zone ben circoscritte e identificate, sarebbero bastate delle economiche “fototrappole” per individuare e sanzionare i trasgressori, evitando l’appostamento fisico, soprattutto nelle ore notturne, quando i caschi bianchi non sono operativi. La sensazione è che a venire meno sia la politica, incapace di fornire una vera e concreta linea guida al manager della partecipata Daniele Meriani. Palliativi, maldestramente riusciti, di cercare di porre un freno alla questione. In ultimo, ma solo per ordine cronologico, è la “strana” gestione degli scarichi messa in atto dallo Stir di Battipaglia, dove Scafati, come tutti i 158 Comuni della Provincia di Salerno, conferisce la frazione secca. Scafati, stando a quanto raccontano gli autisti, spesso viene rallentata negli scarichi, di fatto rallentando anche la raccolta in città. Ci sarebbe bisogno della “voce grossa” delle Istituzioni, affinché sia applicata una politica mirata sui controlli alle attività dello Stir. Il dubbio a Palazzo Mayer è che senza tali controlli si verifichino disfunzioni a causa di scelte discrezionali nell’ordine degli scarichi. Se i veicoli restano bloccati alla piattaforma per ore, di riflesso salta la raccolta in città. Venerdi pomeriggio il primo cittadino ha convocato la sua maggioranza per un vertice incentrato proprio sull’Acse e sulla raccolta rifiuti. Al vaglio alcune proposte logistiche ma anche e soprattutto il ritorno al vecchio cda di natura politica. Una soluzione che fino ad oggi ha trovato il “no” di Identità Scafatese.
Adriano Falanga

SICIGNANO

Acse e ritorno al cda, prende le distanze l’assessore alle Partecipate Raffaele Sicignano, da quella che sembra essere la volontà della sua coalizione, e sostenuta anche da Cristoforo Salvati. “La città di Scafati ha avuto una crescita notevole della raccolta differenziata negli ultimi due anni, dal 47 al quasi 62, con dati ufficialmente certificati dal FIR. Questo dato è ancora più importante, considerando che il personale si è notevolmente ridotto e che il costo Acse si é mantenuto costante e rispetto al passato anche diminuito”. Secondo Sicignano, sostenuto in Consiglio Comunale da Daniela Ugliano (delegata all’Ambiente) e Antonella Vaccaro del gruppo Identià Scafatese, il problema non è di natura gestionale, ma di offrire soluzioni valide ed efficaci. “Noi non riteniamo che le soluzioni siano da trovare nella nomina di un cda, a cui comunque ci opporremo. La città è sporca e spetta a noi  parte politica  individuare soluzioni” puntualizza. La proposta dell’assessore, condivisa ovviamente con il suo gruppo politico, è il superamento dell’attuale sistema porta a porta. “Già da tempo abbiamo lavorato sulla possibilità di installare i cassoni  intelligenti, sul modello utilizzato già a Bologna ed in altre città – spiega – Questo sistema consentirebbe al cittadino di sversare in qualsiasi orario, purché in maniera corretta, accedendo al bidone mediante la tessera sanitaria. Un software consentirebbe a fine anno di controllare i conferimenti dei singoli cittadini e soprattutto di individuare coloro che non sversano in maniera corretta, introducendo un sistema di punizione e/o di premialità”. Una soluzione a quanto pare possibile. ”Insieme al dottor Meriani abbiamo studiato la fattibilità economica del progetto che non graverebbe sul Comune in quanto l’intero ammortamento sarebbe coperto dal risparmio ottenuto ottimizzando le risorse e servizio”. Sicignano, Ugliano e Vaccaro pensano ad un sito di smaltimento in loco. “Consentirebbe un risparmio annuo pari a 2 milioni di euro, oltre ad assumere nuovi dipendenti”. Una proposta choc questa, che farà certamente discutere, tenuto conto della lunga lotta contro il sito di stoccaggio della Helios. “Tali impianti al nord sono già presenti in molte realtà e producono anche energia pulita, oltre a ridurre l’inquinamento derivante dal trasposto rifiuti su strada”. “Riteniamo di dover modificare il contratto con la partecipata integrando laddove necessario, per consentire un adeguato spazzamento e pulizia delle strade.  I politici devono trovare soluzioni – la stoccata di Sicignano – Ad oggi malgrado le multe, assistiamo allo scempio di conferimenti illeciti e al non rispetto delle ordinanze”.

Adriano Falanga