Scafati/Corbara. Piano di Zona, alta tensione tra Pentangelo e Salvati

Pentangelo, primo cittadino di Corbara, invita Salvati a un confronto pubblico. Sullo sfondo i ritardi per la creazione dell'azienda consortile dell'ambito

Piano di zona Ambito S01 02 Praesidium
Piano di zona Ambito S01 02 Praesidium

“Per tutto quanto il Sindaco vuole dirmi lo invito, con cortesia, ad un pubblico confronto non nel chiuso delle stanze comunali ma in una sede aperta al pubblico; lui Sindaco del Comune Capofila io Sindaco del più piccolo dei Comuni dell’Agro Nocerino-Sarnese. In trasparenza e serenità, coram populo”. Non usa mezze parole il sindaco di Corbara, Pietro Pentangelo, in risposta alla nota, non meno piccata, che il suo collega scafatese Cristoforo Salvati gli ha trasmesso pochi giorni fa. E’ alta la tensione al tavolo del coordinamento istituzionale del Piano di Zona S1_02, che vede convenzionati, oltre Scafati e Corbara, anche le città di Angri e Sant’Egidio del Monte Albino. Sullo sfondo il forte ritardo per la costituzione dell’azienda consortile che dovrebbe superare l’attuale convenzione tra Enti, relativamente alla gestione delle politiche sociali del Piano d’Ambito di loro competenza. Un Consorzio autonomo, soprattutto economicamente e legalmente, dal comune capofila. Una decisione voluta dalla commissione straordinaria e accettata da tutti i comuni soci, sulla scia del pesante debito accumulato negli anni dal vecchio Pdz, e che pesa interamente sul bilancio del Comune di Scafati, quale ente capofila. Debiti che sono stati iscritti nel piano di riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti e che hanno seriamente rischiato di mandare il comune di Scafati in dissesto. Pentangelo questo lo sa bene, ed è proprio la rendicontazione dei fondi spesi relativamente agli esercizi degli anni passati, che lascia pesante perplessità nel primo cittadino di Corbara. Dubbi che lo hanno messo nelle condizioni di tirare il freno a mano, prima di sottoscrivere lo statuto della nuova azienda consortile.

“La richiesta di una chiara rendicontazione, totale ed esaustiva, delle attività del Piano di Zona è una prerogativa del Comune di Corbara da anni: il Sindaco può verificare agli atti del suo Comune e quindi non pensi che sia un trattamento che abbiamo riservato solo a lui ma al Comune Capofila di Scafati, da chiunque rappresentato, che si è messo sistematicamente, specie negli ultimi anni, nella condizione di non rendere conto di come sono stati spesi i soldi dell’Ambito di cui è Capofila” la replica a Salvati. Per agevolare l’iter, il coordinamento istituzionale diede incarico ad una società di revisione dei conti di occuparsi della rendicontazione. Un lavoro finito e consegnato, sul quale manca ancora l’approvazione del responsabile finanziario del comune corbarese, che ironia della sorte è lo stesso del comune scafatese: Giacomo Cacchione. “La relazione arrivata dallo studio incaricato un anno fa su mia richiesta, ha partorito quattro paginette con alcune tabelle excel in cui si evince quello che è il rapporto dare-avere del Piano di Zona con i singoli Comuni. Questo solo per gli anni 2017 e 2018 estrapolati non si sa come in questa ricerca – continua Pentangelo – Nella rendicontazione, che non reca nessuna ratifica da parte di nessun organismo del Comune Capofila né di alcuno dei dirigenti susseguitisi alla guida del Piano di Zona, mancano tutte le rendicontazioni di entrata e di spesa di fondi di provenienza regionale, nazionale e quanto altro che non siano risorse comunali. Se il Sindaco Salvati non lo sa parliamo di milioni di euro. Il Sindaco Salvati ha qualcosa da dire se gli chiedo come il suo Comune Capofila ha speso nel 2016-2017-2018 I fondi di provenienza esterna?”. Parole al vetriolo quelle di Pietro Pentangelo. “Finché non avremo queste risposte che facevano parte dell’accordo che avrebbe dovuto portare entro il 31/12/2019 alla ratifica nei consigli comunali dell’accordo sull’azienda consortile, noi ci opporremo sempre alla nascita di un Ente che rischia di sorgere sulle ceneri di un Plano di Zona che replichi il risultato del Piano di Zona S1 che ha lasciato in eredità debiti per almeno 6 milioni di euro. La tattica del rinvio non ci aggrada”. Da qui l’invito ad un confronto pubblico.

Adriano Falanga