Scafati. Il funerale del commercio: ira contro rifiuti e multe

Lumini cimiteriali all’esterno dei negozi, l’iniziativa dei commercianti scafatesi: "Clienti sanzionati dopo pochi minuti di sosta e cumuli di immondizia, siamo stufi"

Scafati. Commercio lumini funebri
Scafati. Commercio lumini funebri

Lumini cimiteriali contro il caro multe: “così muore il commercio”. La singolare protesta è portata avanti da decine di commercianti scafatesi, stanchi di non avere risposte dall’amministrazione comunale. L’indice è puntato soprattutto sulla perenne emergenza rifiuti e sulla tolleranza zero contro la sosta delle auto, portata avanti dalla Polizia Municipale guidata dal tenente colonnello Giovanni Forgione. Suggestivo l’effetto ottivo che colpisce in particolar modo nel centro città, da corso Nazionale a via Martiri D’Ungheria.

A capo della protesta.
A guidare la protesta è l’associazione commercianti Scafati Cresce. “Ci siamo stufati – tuona il presidente Vincenzo D’Aragona – I nostri clienti parcheggiano per pochi minuti, magari solo per un acquisto al volo, come le sigarette e il pane, e si ritrovano sanzionati senza un minimo di tolleranza. Ormai la gente è all’esasperazione e lo stesso vale per noi. Ormai è tempo di rivolta: come se non bastasse il degrado l’immondizia per strada, questa pioggia di verbali è l’ennesima mazzata per l’economia locale. Per questo metteremo ogni sera un lumino acceso dinanzi ai nostri negozi. L’amministrazione comunale deve sapere che non ne possiamo più, e che in questo modo stanno uccidendo il commercio”. I rifiuti costantemente accumulati sui marciapiedi, sono oramai diventati parte dell’arredo urbano, assieme ai residui lasciati dalla raccolta straordinaria del venerdì e mai rimossi perché non esiste spazzamento manuale dei marciapiedi.

“E’ il momento di tornare a far splendere Scafati. Chiediamo al Comune la massima collaborazione, oppure andremo avanti con altre forme di protesta” chiosa D’Aragona. Chiede risposte anche la Confesercenti. “È impossibile negare come le tante piccole discariche abusive, ancora tutt’oggi presenti nelle strade del centro, abbiano contribuito ad un concetto di degrado generale della città – così il portavoce Giovanni Gallo – La speranza è quella di ritornare ad essere punto di riferimento per l’Agro Nocerino Sarnese. Le nostre richieste riguardano l’attuazione di maggiori controlli e multe salate per gli incivili, e una riduzione importante della pressione fiscale per i cittadini, in particolare gli esercenti, che differenziano bene ogni giorno”. Da Palazzo Mayer non tarda la replica di Cristoforo Salvati, che resta fermo nella sua posizione.

Un necessario rilancio del commercio.
“Lo sviluppo economico di una comunità può avvenire solo con il rispetto delle regole e della legalità altrimenti regna il caos e la intolleranza verso lo Stato. La polizia municipale pur con le difficoltà del sottorganico fa il suo dovere nel far rispettare le regole e a loro va il plauso dell’amministrazione e la indicazione di continuare su questa scia di legalità in una città sciolta per infiltrazione mafiosa”. Salvati ha una diversa soluzione. “Il commercio va sicuramente rilanciato e la mia personale opinione e’ quella di creare nuovi parcheggi e nella modifica del piano sosta che affronteremo nei prossimi mesi con una esenzione nei primi quindici minuti e con la rivalutazione delle tariffe e degli abbonamenti – spiega – Inoltre daremo l’opportunità di esentare la tassa di occupazione di suolo pubblico ai commercianti annualmente iniziando dalle vie principali e investendo tutte le zone della nostra città”. Poi l’invito agli scafatesi a spendere in città: “Dando un segnale importante e di condivisione del senso di una comunità in sofferenza che serva al rilancio morale e civile. Il piangersi addosso o attribuire responsabilità a chicchessia non ci fa risalire la china ma camminando insieme e soprattutto dimenticando la campagna elettorale iniziamo a fare i primi passi per la nostra ripresa economica e morale” conclude il primo cittadino. “Modifiche al piano sosta? Vanno fatte subito, non c’è più tempo” ribatte D’Aragona.

Adriano Falanga