Scafati. Il giallo di Scafati Sviluppo: Di Massa nel cda “fantasma”

La società è fallita nel 2017 ma l'organo amministrativo risulta ancora in carica. Il caso sollevato in Consiglio Comunale. Di Massa: "errore burocratico"

Scafati Sviluppo, dal Consiglio Comunale nasce un nuovo “giallo” sulla società di trasformazione Urbana, dichiarata fallita il 6 aprile 2017. Da una visura presentata in Aula dal gruppo Insieme per Scafati, emerge che alla società partecipata dal Comune è ancora presente un cda, presieduta dall’attuale consigliere di maggioranza Alfonso Di Massa. L’esponente di Fratelli D’Italia è stato l’ultimo presidente a capo della fallita società, nominato pochi mesi prima della debacle dall’ex sindaco Pasquale Aliberti. Una circostanza che qualora fosse confermata, esporrebbe Di Massa ad una situazione di incompatibilità con l’attuale ruolo istituzionale ricoperto, frutto dei 750 voti raccolti a maggio. Lo stesso, ironia della sorte, è già indagato assieme agli altri 20 amministratori per una presunta incompatibilità dovuta a tasse non pagate, e non dichiarate all’atto della sua proclamazione, così come da indagini portate avanti dalla Procura di Nocera Inferiore. Il caso è nato durante la votazione sulla ricognizione delle società partecipate dal Comune, per la seconda volta in Assise dopo la bocciatura del 30 dicembre. “Da visura camerale attuale, depositata agli atti del Consiglio, il legale rappresentante della società SCAFATI SVILUPPO s.p.a. risulta il Consigliere Comunale Alfonso Di Massa, per il quale abbiamo chiesto, agli organi preposti ed in primis alla segretaria comunale di verificare la sussistenza di eventuali cause di incompatibilità tra i due ruoli” fanno sapere Michele Russo, Michele Grimaldi, Alfonso Carotenuto, Michelangelo Ambrunzo. Palese la “sorpresa” della maggioranza, sono convinti possa trattarsi di un mero errore burocratico sia il primo cittadino Cristoforo Salvati che il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio.

L’EQUIVOCO .“Non sempre i dati registrati alla Camera Di Commercio sono puntualmente aggiornati” spiega Santocchio. ”Ho già dato mandato al mio avvocato di approfondire la questione. E’ evidente che siamo di fronte ad un errore di natura burocratica – conferma Alfonso Di Massa – mi spiace per la polemica sollevata dai consiglieri di minoranza”. L’ex presidente ripercorre gli ultimi momenti di attività della società, fallita senza portare a termine l’unico progetto per il quale era nata: la riqualificazione dell’area Ex Copmes. “Con l’insediamento della Commissione Straordinaria il cda, di cui ero presidente e non amministratore, fu sollevato in uno con quello dell’Acse, prima ancora che fosse dichiarata fallita la società”. Una circostanza che di fatto lo solleva anche dalla “paternità” del fallimento, seppur sui documenti risulta il contrario. “Dopo di noi i commissari nominarono un altro Cda, perché convinti di riuscire ad evitare il fallimento” aggiunge Di Massa. Tutto inutile, perché il Tribunale di Nocera Inferiore, giudice Mario Fucito, dichiarerà fallita la società, nominando una curatela fallimentare. “Ho chiesto alla segreteria di preparare la documentazione che attesti il tutto”. Del perché la voltura non risulti ancora in Camera di Commercio non è dato sapere, ammesso che gli atti siano stati puntualmente comunicati quando ci fu il subentro del nuovo cda voluto dai commissari. La ricognizione delle partecipate fu bocciata perché non riportava, oltre alla fallita Stu, anche il Consorzio Farmaceutico, in cui Scafati detiene ancora la proprietà delle 5 farmacie comunali. La proposta di delibera giovedì sera sarà ripresentata tal quale alla prima volta. E’ il ragioniere capo Giacomo Cacchione a spiegare in Aula il motivo. “Essendo la Scafati Sviluppo fallita, il Comune non esercita più la potestà su di essa. Già la commissione straordinaria ne aveva preso atto – mentre sulle farmacie dirà – alla data del 31 dicembre 2018 Scafati non è più consorziata”. Sarà la stessa maggioranza a presentare un emendamento dove la Stu viene citata.

Adriano Falanga

LE DICHIARAZIONI

Insieme per Scafati
Insieme per Scafati

“La maggioranza, pur dando atto dell’esistenza di tale società, che sia pur fallita, è ancora a tutti gli effetti al 100% di proprietà del Comune di Scafati, non ha ritenuto di doverne approvare gli atti ricognitivi e la relativa modulistica come previsti dalla Corte dei Conti”. Insieme per Scafati il giorno dopo il Consiglio non smorza la polemica, ma anzi la inasprisce. “Denunciamo un atteggiamento approssimativo e superficiale dell’Amministrazione verso le problematiche di Scafati Sviluppo, e degli imprenditori che hanno investito nell’area ed ora stanno affrontando una situazione complessa legata al fallimento. Siamo fortemente preoccupati per gli imprenditori e per il futuro dell’area”. Come prevede la legge fallimentare: “gli organi di Amministrazione della società ed in particolare il legale rappresentante, sono titolari di funzioni e di compiti specifici, aldilà di quelli che la legge riserva al curatore fallimentare – incalzano Michele Russo, Michele Grimaldi, Alfonso Carotenuto e Michelangelo Ambrunzo – La società e chi la rappresenta hanno il diritto/dovere di seguire gli atti della procedura, anche nell’interesse del socio Comune di Scafati, continuando a rappresentarla per tutti gli aspetti non affidati alla gestione patrimoniale del curatore. La sensazione che abbiamo avuto, confermata nel corso del Consiglio Comunale, è che ciò non stia avvenendo ovvero che vi sia un’ omissione nello svolgimento dei compiti del legale rappresentante di Scafati Sviluppo, del socio Comune di Scafati e nella puntuale informazione al Consiglio Comunale sull’andamento della procedura”. Sul fronte delle farmacie comunali è Teresa Formisano a incalzare l’amministrazione. “La maggioranza ha ufficialmente messo una croce sulle nostre 5 Farmacie: ha deciso per la loro dismissione, la vendita delle stesse, cosa che, a mio avviso, comporterà una grave perdita economica, nella prospettiva, per la nostra Città oltre che lasciare senza lavoro il personale”.

Adriano Falanga