Scafati. Il pagellone: rimandata la giunta Salvati

I voti a sindaco, assessori e segretaria comunale, a sei mesi dal voto. Valutazione insufficiente, progetti a rilento e nuove indagini sugli amministratori

Scafati Giunta Salvati
Scafati Giunta Salvati

A distanza di sei mesi esatti, con l’occasione dell’anno nuovo e alla luce dell’azione amministrativa fin qui portata avanti dall’esecutivo guidato da Cristoforo Salvati, appare simpatico voler tirare le somme di questo semestre. Il giudizio che andremo ad esprimere non ha contorni politici, ma strettamente legato all’analisi oggettiva, ed esterna, dell’operato della giunta. Si parte allora dal numero di delibere adottate: 58. Poche, per una Giunta che aveva il compito di ridare enfasi e credibilità alle Istituzioni cittadini, dopo quasi tre anni di commissariamento. Bisognava staccarsi di dosso l’etichetta di Comune attenzionato dalla Magistratura, ma il 2019 si è chiuso con venti amministratori iscritti sul registro degli indagati per falso in atto pubblico. Chi si aspettava una rivoluzione è rimasto deluso. Il piano di rientro approvato dalla Corte dei Conti ha tolto un peso, si spera nel nuovo bilancio, ma il termine del 31 dicembre è stato prorogato. Cristoforo Salvati: “Non è facile fare il sindaco” ha ammesso il primo cittadino durante la conferenza di fine anno. E’ da un ventennio nelle Istituzioni, ma sembra aver scoperto solo dopo la sua elezione la vera situazione di Palazzo Mayer. Scongiurato il dissesto, resta la carenza dell’organico comunale, sicuramente la prima vera difficoltà di questa amministrazione. Si spera nel concorsone regionale. Voto 5-. Peppino Fattoruso: il vicesindaco è certamente il più “chiacchierato” tra gli 8 assessori. Sfiduciato dal suo partito a momenti ancor prima della sua nomina, è finito sul registro degli indagati per falso. Assessore a Manutenzione, Verde Pubblico, Villa Comunale, Spettacolo, Turismo e Politiche Giovanili, basta quantificare il numero di proposte di delibera arrivate in giunta a sua firma, per capire che l’attività legata al soddisfacimento delle deleghe di competenza è piuttosto risicata. Alcune inesistenti. Tanto l’impegno, scarsi i risultati. Voto 4,5. Alessandro Arpaia: Non voleva i Lavori Pubblici, perché medico e ambientalista. Una delega che lo ha messo in difficoltà, di contro ha cercato il dialogo con le associazioni e comitati sul fiume Sarno. Gli va riconosciuto di aver portato in giunta la convenzione con le Guardie Ambientali, mentre su Cultura e Biblioteca c’è ancora molto da fare, tipo andare in Regione a intercettare fondi. Voto 5,5. Anna De Cola: poverina, l’hanno presa da Angri, sua città, dandole la delega a Sport e scaricando su di lei le promesse elettorali utopistiche di consegnare lo stadio alla città per ottobre. Doveva lanciare i bandi per l’affidamento all’esterno delle strutture sportive. Nulla, sembra che la colpa sia della burocrazia. Fatto sta che politicamente ne risponde lei, voto 4,5. Alfonso Fantasia: Anche lui indagato, è assessore a Polizia Municipale e Commercio. Una delega importante e ricca di aspettative. A Scafati il tessuto commerciale è sempre stato ostile e poco propositivo. La sua attività sembra andare nella stessa direzione. Impalpabile. Voto 4. Antonella Sicignano: deleghe a scuola, Suap e Patrimonio. Toccava a lei riuscire a vendere un po’ di immobili per portare liquidità nelle casse comunali. Necessaria anche una vera ricognizione dei circa 50 immobili di edilizia residenziale pubblica, intervenendo laddove necessario. E in alcuni posti lo è. Voto di attesa: 5-. Raffaele Sicignano: anche lui finito indagato dal pm Lenza. Ex assessore al Bilancio e Manutenzione con Aliberti, oggi si è cimentato nelle Politiche Sociali, ricevendo, a onor del vero, il plauso delle realtà del terzo settore. Detiene anche il Cimitero, che toglie voti per essere diventato il bancomat di una banda di ladri a quanto pare inafferrabile e i rapporti con le Partecipate, delega questa “oscurata” da “sconfinamenti” esterni. Voto 5. Maria Pisani: assessore a Contenzioso e Bilancio. Non sembra essere una stacanovista nelle riunioni di Giunta. Timida e riservata, si è spesa molto per l’approvazione del piano di riequilibrio, ma anche per l’affidamento della riscossione coattiva dei tributi alla ex Equitalia. Una mossa che ha scontentato gli scafatesi, rivelandosi però il jolly per aver evitato il fallimento. Voto 6-, di incoraggiamento, visto che la sua poltrona a breve potrebbe essere occupata dall’ex revisore dei conti Alberto Virtù, indicato dal “suo” gruppo consiliare. Giovanna Imparato: la segretaria comunale voluta dalla commissione straordinaria ha dimostrato di non avere fermezza e nervi saldi per affrontare la litigiosa politica scafatese. Più volte ha risposto stizzita alle provocazioni in Aula. La maggioranza, quasi tutta, gli addebita la responsabilità amministrativa del filone sulle incompatibilità. L’unico a dimostrarle piena fiducia è il solo Salvati. Voto 4, anche in virtù del verbale di Consiglio Comunale approvato una seconda da volta perché incompleto. Dice che la colpa è della stenografa, ma è lei la segretaria. Un 6 politico a tutti e 8 i componenti, per essersi autotassati da un minino di 500 euro in su per permettere la rassegna natalizia. Pochi o tanti, il gesto va premiato.

Adriano Falanga