Angri. Coronavirus. Alberto Milo: “emergenza letale per l’economia locale”

Milo nutre legittimi dubbi circa la gestione dell’emergenza preventiva sul territorio e auspica interventi più razionali tesi ad arginare la conseguente deriva dovuta al coronavirus

Alberto Milo
Alberto Milo

“Questa incomprensibile emergenza sta mettendo in ginocchio irreversibilmente anche l’economia locale e le imprese che già stentano a decollare per la perdurante e annosa crisi economica”. Lo afferma il consigliere comunale di Angri Alberto Milo. Il giovane politico è imprenditore nel settore della ristorazione quindi conosce bene le dinamiche economiche e sociali.

La gestione dell’emergenza.
Milo nutre legittimi dubbi circa la gestione dell’emergenza preventiva sul territorio cittadino e auspica interventi più razionali tesi ad arginare la conseguente deriva dovuta al coronavirus. Un’emergenza che, comunque, è diventata anche di natura sociale ed economica. Lo stesso Milo sottolinea che molte attività locali stanno registrando serie difficoltà per l’interruzione di molti rapporti commerciali soprattutto con il Levante.

La gestione dell’emergenza preventiva in effetti registra una sostanziale “autogestione istituzionale” come ha affermato anche il sindaco di Angri Cosimo Ferraioli. E’ evidente una palpabile confusione disorganizzativa a tutti i livelli: dallo Stato Centrale fino ai Comuni che navigano a vista e senza avere certezze effettive su una possibile diffusione del coronavirus.

La disinformazione complessiva.
Un virus che risulta più letale per la sua diffusione a mezzo social che per trasmissione umana. Mancano effettive sinergie e molti sindaci spesso agiscono per impulso personale o conseguenza del momento creando inutili apprensioni alle loro comunità. La Regione, in queste ore, sta tentando di porre rimedio invitando i cittadini a informarsi solo attraverso i canali ufficiali del Governo, del Ministero e della Regione Campania. Questo alla luce anche delle tante “fake news” che girano in rete e sulle chat degli smartphone.
Luciano Verdoliva