Angri. La sentenza. Mauri contro Ferraioli, il PM archivia il caso

Mauri accusava. Cinque pagine e ben undici allegati di denuncia per dimostrare la presunta incompatibilità dell’ingegnere Ferraioli “per avere reso delle dichiarazioni false"

Pasquale Mauri - Cosimo Ferraioli
Pasquale Mauri - Cosimo Ferraioli

Acerrimi rivali in tutte le aule: da quella del consiglio a quella del tribunale. La competizione elettorale tra il sindaco uscente Cosimo Ferraioli e l’ex primo cittadino Pasquale Mauri, nell’ultimo decennio, è stata caratterizzata fortemente da strascichi di natura giudiziaria. I cittadini hanno seguito con attenzione, e con manifesto disappunto, questa contrapposizione che nel mese di novembre del 2016 prese concretezza con una denuncia/querela di Pasquale Mauri nei confronti del appena eletto sindaco Ferraioli.

Le accuse di Mauri.
Cinque pagine e ben undici allegati di denuncia per dimostrare la presunta incompatibilità dell’ingegnere Ferraioli “per avere reso delle dichiarazioni false prima come consigliere comunale e poi come sindaco del Comune di Angri” si legge nella memoria dell’accusa. Mauri non esitò a trasferire dai banchi del consiglio comunale all’aula del Tribunale di Nocera Inferiore la dubbia questione. Secondo Mauri, l’ingegnere Ferraioli era ineleggibile già nella legislatura del suo sindacato, nel 2010/2015 perché dirigente al Comune di Corbara. Una condizione secondo Mauri riscontata anche dopo la sua elezione a sindaco.

Nel corposo fascicolo consegnato al Tribunale di Nocera Inferiore Mauri allegava: il contratto di lavoro di Ferraioli, deliberazioni del consiglio comunale, dichiarazioni di non sussistenza di cause di incompatibilità, i vari decreti di nomina come dirigente al Comune di Corbara e di San Marzano Sul Sarno, dove l’ingegnere sindaco aveva un incarico, e anche l’attestazione del segretario generale di Corbara dell’epoca sugli emolumenti percepiti. In difesa di Ferraioli una concisa memoria difensiva di sette pagine incardinata dal suo avvocato difensore, Armando Lanzione, depositata nel novembre del 2017, già in tale occasione il PM chiese l’archiviazione, ma Mauri ricorse.

La sentenza defintiva.
L’iter giudiziario si è concluso definitivamente il 29 novembre del 2019. Il Gip ha ritenuto di archiviare la causa dichiarando “infondata l’opposizione”. Il sindaco Ferraioli rintuzza, quindi, un nuovo colpo di natura “giudiziaria” portato a segno dall’opposizione e in particolare, nello specifico caso, da Mauri che oggi si ripropone alla guida della città con la speranza recondita che la competizione sia soltanto caratterizzata da contenuti politici e programmatici, visto che lo stesso ha promosso qualche mese fa il “codice etico” (qui il video dell’intervista di Mauri) tenendo sotto traccia questa causa. Nota a margine: le spese processuali per la difesa del sindaco Ferraioli sono state a carico del Comune, ovvero dei cittadini. Cala il gelo.
Luciano Verdoliva