Scafati. Affari a picco, commercianti in piazza

Il 16 febbraio scenderanno in strada per chiedere maggiore attenzione e risposte concrete. Botta e risposta tra maggioranza e opposizione sulle soluzioni da adottare

Corso Nazionale

Il 16 febbraio i commercianti scafatesi scendono in piazza. La manifestazione è promossa dall’associazione Scafati Cresce, e segue alla protesta “dei lumini” di alcune settimane fa. Sullo sfondo i rapporti difficili con l’amministrazione, e un pacchetto di richieste ritenuto non accettabile dal primo cittadino. Tra questi l’introduzione della sosta di cortesia e la flessibilità sull’esposizione delle merci deperibili, derogando ad una ordinanza sindacale del 2016. A far da cornice la persistente crisi dei rifiuti, in uno con una diffusa percezione di abbandono e degrado che in meno di tre anni ha portato l’addio a circa 100 attività commerciali. I dati della Camera di Commercio di Salerno sono chiari: fino al 2016 in città le nuove attività erano superiori a quelle in cessazione. Dal commissariamento ad oggi c’è stata un’inversione di tendenza, e ogni anno Scafati perde investitori per strada. A cavalcare il comprensibile malcontento anche l’ex sindaco Pasquale Aliberti e la moglie, consigliera regionale Monica Paolino. Entrambi hanno fatto sapere di essere presenti al fianco dei commercianti scesi in piazza. A Palazzo Mayer però la commissione commercio non veniva convocata da diverso tempo, per permettere il subentro della neo consigliera Liliana Acanfora. Ed è proprio lei ad annunciare una mozione sul tema. “Sono contenta che agli onori della cronache giornalistiche sia ritornata in auge la questione dei fitti dei locali commerciali a canoni calmierati – spiega – Appare altresì necessario rivedere il piano parcheggi, in modo da consentire ai cittadini di fermarsi agevolmente per le strade e spendere negli esercizi commerciali”. Si dice favorevole alla “sosta di cortesia” la giovane avvocato de L’Altra Scafati. “Cominciamo con il detassare la pubblicità sulle vetrine, sulle insegne luminose, sulle tende. Bisogna prevedere nuovi spazi di aggregazione per i giovani, incentivi per la movida e modifica del regolamento sull’occupazione di suolo pubblico, dei dehors e, infine, ztl per il centro storico, corso Nazionale” la ricetta di Giuseppe Sarconio, M5S.

E’ stato assessore al commercio Nicola Acanfora, oggi consigliere di minoranza in quota Forza Italia. “Scafati non possiede una Ztl permanente, attorno alla quale sviluppare una sorta di centro commerciale naturale dotato di una offerta commerciale di qualità, dove si possono trovare negozi, ristoranti bar e luoghi di ritrovo per i giovani costretti da tempo a frequentare altre città – osserva Acanfora – a mio parere lo sviluppo del commercio non può prescindere dalla Ztl, con la previsione di sgravi fiscali per chi investe in tale area. Allo stesso modo se il problema del commercio è atavico, ormai da alcuni anni la città è piombata in uno stato comatoso che ha allontanato ancora di più i cittadini, strade sporche, spesso non illuminate e i cumuli di rifiuti hanno fatto il resto, molti cittadini scafatesi sono originari di altre città e non hanno un forte senso di appartenenza, se a questo si aggiunge lo stato di degrado in cui versa la città è normale che la gente spenda i propri soldi nei paesi limitrofi”. “Derogare alla legalità non è possibile, non è questo ciò di cui ha bisogno la città. Il rischio è di creare confusione con zone franche” così Ida Brancaccio. L’esponente di Insieme Possiamo spezza una lancia in favore della sua maggioranza. “Stiamo lavorando per la revisione del piano parcheggi, mentre abbiamo ridotto la sanzione per l’esposizione di merci deperibili da 500 a 163 euro. Si è stabilito con la dirigente del settore, la possibilità di far esporre merce all’estero del negozio, quali beni alimentari confezionati, previo richiesta protocollata, in determinati periodi festivi, come ad esempio le prossime festività pasquali”. Novità anche sul fronte tributi. “In commissione Bilancio stiamo valutando come incentivo l’esonero del pagamento della Tari, per i primi anni di attività delle nuove start up”. La commercialista però frena facili entusiasmi. “E’ tutto da approfondire. La direzione è però quella”.

Adriano Falanga